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grafica di Francesca Tilio

Biglietti: posto unico € 15 - info:  tel 0731.206888  fax 0731 224105 mail   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


 

 


 

Roma, Palazzo Giustiniani, 19 maggio 2012

Caro Berti.

seguo con attenzione e interesse le diverse attività svolte dal Centro Piero Calamandrei, del quale mi sento molto più che un presidente onorario "virtuale". Certamente, la mia presenza alle iniziative del Centro non è quella che avrei voluto, ma la mia ideale partecipazione, Le assicuro, è assidua quanto intensa.
Da ultimo, ho rilevato che l'ormai nutrito "cartellone" teatrale è stato felicemente battezzato "esalogia della memoria", suggestiva denominazione di un percorso a tappe attraverso diverse, significative stagioni della nostra storia unitaria.
L'adattamento teatrale del libro Assoluzione di un amore di Jean Coti mi è parsa un'ottima iniziativa per avvicinare un pubblico se non più vasto, certamente diversificato rispetto a quello dei lettori a temi tuttora rappresentanti una ferita dolente del nostro corpo sociale, che recenti, inquietanti episodi concorrono a riacutizzare. Una iniziativa, dunque, benemerita come occasione per trarre dai fantasmi del passato un monito per il presente.
L'aspetto che desidero sottolineare con forza, come quello maggiormente degno di considerazione e di plauso incondizionato, è però l'aver deciso di dedicare l'iniziativa alla memoria di Carlo Casalegno.
Carlo Casalegno vuol dire Torino e "La Stampa". Sappiamo che cosa Torino rappresenti nella storia d'Italia, dal Risorgimento alla Resistenza, al dopoguerra del nostro "miracolo economico". Torino, città dei Gobetti, dei Venturi, dei Galante Garrone, dei Foa, per ricordarne  solo  alcuni, mentre nel menzionarli già avverto il disagio di omissioni imposte dallo spazio, ma non da volontà immemore. "La Stampa", palestra di virtù civili degli Einaudi, dei Frassati, dei Bobbio.
Ho avuto Arrigo Levi, già direttore della Stampa, come stretto collaboratore, oltre che amico, nei miei anni al Quirinale e non poche sono state le occasioni in cui egli ricordava con rimpianto la figura umana e professionale di Carlo Casalegno e con angoscia l'attentato e i giorni drammatici che seguirono.
Di Casalegno tornammo a parlare a lungo all'approssimarsi del venticinquennale della morte. Non avevo conosciuto personalmente Casalegno, ma di quel parlarne con Levi ricavai, mi rimase dentro, una immagine precisa e viva, che cercai di tradurre in poche, sentite parole nel messaggio da me inviato nel novembre del 2002, in occasione della commemorazione del giornalista.
E' con quelle stesse parole che vorrei lo ricordassimo insieme oggi.

"La sua volontà di comprensione ispirò il suo impegno quotidiano in difesa della legalità e della democrazia. E' stato avversario irriducibile e temuto del terrorismo, che scelse di colpirlo come simbolo di un giornalismo alto, rigoroso, coerente".

Ancora grazie, Presidente Berti, per il Suo impegno nel Centro Calamandrei; grazie, soprattutto, a coloro che hanno a vario titolo collaborato per onorare la memoria di  Carlo Casalegno.
A tutti, il mio saluto affettuoso.

Carlo Azeglio Ciampi


 


 

alla rappresentazione sarà presente l'autore Jean Coti


dal "Corriere Adriatico - weekend" del 18 maggio 2012


“Assoluzione di un amore”
debutta a Jesi

Jesi -  Sullo scenario di un decennio travagliato, controverso, in cui l’Italia fa i conti con movimenti studenteschi arrabbiati, rivolte operaie, stragi violente e derive terroristiche, si intrecciano le vicende personali di due giovani. Il decennio del ’68, con tutte le sue sfumature ancora oggi discusse e nella storia, la storia di una ragazza di provincia, Angelica, e di Marco, il grande amore ai tempi dell’università, ma anche il magistrato che ritroverà durante la sua detenzione in carcere. Dall’altra parte della barricata. Lui con la legge, lei con i movimenti studenteschi. E in mezzo, il loro amore mai sopito. Di questo si racconta nel libro “Assoluzione di un amore” scritto dal francese Jean Coti, edito nel 2010 da Affinità Elettive di Ancona e adesso, anche drammaturgia grazie a un’operazione culturale del Centro Studi Calamandrei di Jesi e dell’associazione culturale “Proscenio”, in collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini e il Comune di Jesi. Lo spettacolo è in programma domani alle ore 21,15 al Teatro Studio Valeria Moriconi.
In scena, il regista-attore Stefano Tosoni (nei panni del pubblico ministero Marco) e la sorella, la prima attrice Francesca Tosoni (Angelica). I fratelli hanno riletto le pagine di questo romanzo scritto da Jean Coti 33 anni fa, cercando di rileggerne vicende, sfumature, dettagli storici e particolarità da tradurre in melodia, grazie all’aiuto dello scenografo Stefano Poggi, della voce narrante di Gaia Dellisanti e le musiche di Lucio Mastricardi. Un debutto per delle pagine rimaste sopite per 33 anni in un cassetto. Debutto, ma anche testimonianza diretta di quegli ‘anni di piombo’, così difficili da rileggere, così complessi da ritrovare in quanto la forza degli eventi aveva travolto la vita dei singoli, così tanto e in modo tanto brutale, da cancellare e distruggere tutte le impronte che avrebbero potuto ricostruire una “memoria pubblica condivisa”. “Assoluzione di un amore” nasce proprio in quegli anni controversi e bui, è una testimonianza diretta, reale, vera. Dal cuore degli anni di piombo, al palcoscenico. E nell’intreccio di queste tragedie individuali, di scontri e contestazioni, di giovani in lotta e di idealismo esasperato, l’amore sopito di una ragazza di provincia finita quasi catapultata dall’università alla lotta armata e al carcere rinasce quando ritrova gli occhi del suo vecchio amore, che intanto è diventato magistrato. In quell’incontro, in quel ritrovarsi di fronte, ma da parti opposte, la protagonista Angelica-Francesca Tosoni ritrova anche la speranza che forse, in tutto quel male e quel caos, qualcosa da salvare c’era, qualcosa da assolvere e non condannare. Trionfa, nel libro di Jean Coti come nello spettacolo “Assoluzione di un amore” di Stefano Tosoni, l’idea che “gli opposti si toccano, si completano e sono gli unici che contano”.

Biglietti posto unico 15 euro, info: 0731-206888, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

venerdì, 18 maggio 2012

TALITA FREZZI

 


 

 

 

 

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