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Jesi - Palazzo della Signoria - 13 novembre 1996
GIUSTIZIA, LEGALITA, SOLIDARIETA
don Luigi Ciotti
(presidente Gruppo Abele)

 

 

Don Ciotti in città
CROLLI IL MURO DELLA PAURA

Educare alla legalità scrollandosi da dosso le furbizie, i privilegi, uscendo dall'indifferenza, evitando l'occultamento dei perchè: solo così, secondo don Ciotti, si può veramente dare un contenuto a parole come solidarietà e giustizia, sffrontare problemi come quello della criminalità e dell'emarginazione. Si deve educare ancora prima che prevenire - ha detto il fondatore del gruppo Abele, ospite a Jesi del Centro Studi Calamandrei per un incontro su "Giustizia, Legalità, Solidarietà". Educare prima di tutto, perchè educare vuol dire, saper leggere i cambiamenti della realtà sociale, uscire dai recinti e progettare insieme, pensando sempre alla centralità della persona. " dobbiamo batterci per offrire opportunità alle persone - ha detto don Ciotti -, imparare a comunicare e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie risorse". Quindi il problema dei giovani, con la disoccupazione ed il disagio come problema fondamentale, in una società che - dati alla mano - il sacerdote ha definito " sempre più distratta, dove i giovani sono considerati sempre più spesso un problema, invece che una risorsa" Superare il muro della paura è un altro obiettivo da cercare: " soprattutto paura del diverso, che sia straniero, tossicodipendente o emarginato". Ma anche attenzione per le vittime dei reati , oltre che per i giovani in difficoltà. perchè solo aiutando chi subisce violenze è possibile abbattere i muri.
" Bisogna far crescere la giustizia - ha detto don Ciotti - ma l'impegno deve tradursi in un progetto, in un contributo: non dobbiamo accontentarci di essere solo una testimonianza". Don Ciotti ha sottolineato che la lotta alla criminalità è anche un problema politico, sociale, culturale, che "le mafie sono su tutto il territorio nazionale", che la povertà è in aumento in modo preoccupante e per affrontare queste realtà occorrono analisi non superficiali e un impegno continuo per la giustizia sociale.

(dal Corriere Adriatico del 15 novembre 1996)