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Jesi - Palazzo della Signoria - 24 marzo 1989
DISOCCUPATI A JESI E DINTORNI
VOLONTARI O COSCRITTI ?

Baldo Cherubini (ex sindacalista Cgil)
Ilario Favaretto (docente Economia Università di Ancona)
Gennaro Pieralisi (presidente Associazione Industriali di Ancona)
presentazione di
Sergio Silvestrelli (ordinario di Tecnica Industriale e Commerciale Univ.di Ancona)
contributi di
Aroldo Cascia e Luciana Cerioni (direttrice sez.circoscr. dell'Uff:Prov.del Lavoro)

 

 

 

Incontri sulla occupazione jesina in base ai dati Censis
DISOCCUPATI, SONO TANTI TRA I GIOVANI PIU ISTRUITI

Il Centro Studi Calamandrei ha organizzato al Palazzo della Signoria un importante dibattito sul tema ""Disoccupazione a Jesi e dintorni - Volontari o coscritti ?"
Un importante tema su cui sono intervenuti .................. ....................... ......................... ..............................
Dopo una breve pres
entazione l'ing. Gennaro Pieralisi è entrato subito nel merito del discorso della disoccupazione facendo riferimento ad una ricerca commissionata dall'Assoindustriali della provincia di Ancona al Censis. " Con la ricerca del Censis - ha affermato l'ing. Pieralisi - abbiamo voluto indagare quali tipi di disoccupazione esistono nella provincia di Ancona per poter poi cercare di provvedere e risolvere eventuali problemi.
Nella nostra provincia e nella Regione Marche il problema della disoccupazione non è drammatico infatti siamo la sesta regione in Italia per mancanza di disoccupazione e la prima per il più alto tasso di attività, il 53% dei marchigiani infatti occupa un posto di lavoro.
I giovani che riescono a trovare meglio lavoro sono quelli con una buona scolarizzazione poichè è stato notato che l'istruzione medio alta non agevola l'inserimento nel mondo del lavoro (sempre dai dati Censis riferiti alla provincia di Ancona - ndr)
Non si trova lavoro adatto alle proprie aspettative - ha proseguito l'ing. Pieralisi - si cerca anxcora il lavoro stabile, c'è una resistenza notevole ai cambi di residenza ed ad un minor salario d'ingresso per agevolare le assunzioni. Si può notare quindi - ha concluso l'ing. Pieralisi - che il disoccupato di Jesi e della provincia di Ancona è un disoccupato resistente".
Sono susseguiti altri interventi, tutti interessanti ma forse proprio il senatore Cascia ha concretizzato al meglio l'intervento in base ai dati Censis.
"Il Censis scopre l'acqua calda quando porta a conoscenza dell'opinione pubblica che il disoccupato di oggi non è quello di 30 anni fa, che il disoccupato di oggi non muore di fame perchè è mantenuto dalla famiglia, ma non per questo il problema della disoccupazione non esiste. I dati Censis evidenziano  - continua il sen. Cascia - che a differenza della situazione nazionale, nelle Marche, nella provincia di Ancona, a Jesi le donne trovano molto difficilmente lavoro e viene molto penalizzata la qualificazione professionale. Quindi mi sorge il dubbio che nel famoso modello marchigiano basato sulle piccole imprese c'è qualcosa che non va per il verso giusto".
Il dialogo quindi sulla doisoccupazione giovanile va tenuto aperto e vivo poichè siamo in un momento di congiuntura nazionale favorevole, ma i tempi cambiano in fretta e non sappiamo cosa ci riserverà il 2000. (c.p.)

(da la Gazzetta di Ancona del 25 marzo 1989)