Home Eventi Eventi 1987 - 1996 Monumento a Federico II (E87)

 


 

Jesi - Palazzo della Signoria - 14 dicembre 1987
MONUMENTO A FEDERICO  II
OMAGGIO CULTURALE O PROVINCIALISMO

Mariano Apa (docente Storia dell'Arte all'Accademia BB.AA. Urbino)
Ugo Castagnotto (semiologo Comunicazione ed Immagine)
Gabriele Fava (sindaco di Jesi)
Oreste Lori Gentile (docente Politecnico di Torino)

 

 

 

 

 

CONVEGNO A PALAZZO DELLA SIGNORIA
MONUMENTO A FEDERICO: UN < FIUME > DI IDEE
Si alla realizzazione ma in quali modi?



Il Centro Studi Calamandrei di Jesi è riuscito ancora una volta a centrare uno dei più significativi temi legati al futuro sociale, ma da quanto è emerso anche economico oltre che storico, della città. Gli intervenuti, tutti di altissimo livello, hanno contrastato un'idea quasi statica del comitato promotore legato ad un monumento in senso tradizionale. Riportando in sintesi gli interventi, il prof. Mariano Apa,  docente di storia dell'arte e sociologia dell'arte nelle Università di Urbino e di Udine, ha dato la misura di cosa sia costituire oggi una memoria.
"Prima di tutti è necessario interrogarsi sul valore del monumento e per far questo - ha spiegato Apa - si deve costituire una commissione di storici dell'arte ad altissimo livello che definisca il senso da dare all'operazione. Una volta che il comitato scientifico abbia chiarito che significato dare a tutta l'operazione, solo a questo punto deve essere decisa la figura dell'artista, a livello internazionale, a cui sarà assegnato l'incarico di realizzare l'opera. L'idea fondamentale che sta alla base di questa operazione è che fare un monumento significa la visualizzazione della memoria storica della comunità. Pertanto se il monumento è una memoria storica, dobbiamo capire che  questa memoria è utile alla condizione che sia proiettata in futuro.
In questo senso la comunità di Jesi può legare il monumento del ricordo a Federico II sia attraverso un monumento, un centro studi federiciani, un'attività di convegni e mostre. L'idea dell'allargamento della città per quanto riguarda l'inerporto - ha concluso il prof. Apa - può essere l'occasione per posizionare un possibile monumento in uno spazio urbanistico proiettato nel futuro."
L'avvocato Borgiani ha illustrato l'attività del comitato promotore che conta ben 200 aderenti jesini, oltre 900 nelle Marche e molti altri sparsi in tutto il mondo. Il comitato promotore per il monumento, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Ancona, è intenzionato a commissionare l'opera monumentale ad un artista di fama internazionale, collocarlo nella piazza Federico II, creare un rapporto culturale permanente con la Germania, costituire un centro stabile di studi federiciani, bandire un secondo congresso di studi su Federico II ed infine attivare una collaborazione con l'Università di Salerno, la massima depositaria della storia e della tradizione legata a Federico II.
Il sindaco di Jesi, prof. Fava, ha confermato il patrocinio all'idea, ma i soldi dovranno essere cercati altrove, mantre lò'amministrazione comunale jesina è più interessata a quella sorte di indotto culturale-turistico che dovrà essere promosso. Se verrà scelta la sede di piazza Federico II sarà necessaria una integrazione tra il noto progetto dell'arch. De Carlo e la nuova idea, collegando la parte interna dei palazzi che si affacciano sulla piazza con la  nuova realizzazione.
Il prof. Castagnotto è stato chiaro: "Il monumento in senso tradizionale, dal punto di vista della comunicazione, è superato. Il monumento "cartucciano" ha solo un valore apologetico, ma è meglio pensare a qualcosa di più attuale".
L'arch. Gentile ha espresso riserva per una raffigurazione tradizionale. "Molto meglio, per la sede di un monumento, una porta che la piazza Federico II, piazza senza simmetria, in pendenza, con vie di collegamento storte e con il Duomo parzialmente  coperto. Per decidere sul progetto è pià utile organizzare un concorso internazionale giudicato da un'autorevole giuria, concorso stimolato da premi economici consistenti".
Infine, sempre stimolati dal dott. Berti come moderatore, sono seguiti gli interventi del sen. Cascia, del prof. Ramini, del dott. Ferraris, dell'assessore Ciuffolotti e della dottoressa Mozzoni:
Marco Palmolella

(dal Corriere Adriatico del 15 dicembre 1987)