Home Cose da Jesi - Logica Progetto 2000 Logica progetto (J)

 

 

L'analisi dei dati e la consultazione degli esperti hanno portato alla indicazione di alcune linee di sviluppo che si propongono qui alla discussione per arrivare alla definizione di un progetto e di un programma per la città di Jesi.
La prima constatazione riguarda la vocazione industriale dell'area.

E' opinione generale che dai dati emerga un indebolimento di questo comparto. In particolare si è fatto notare che il rapporto tra popolazione e forza lavorativaq impiegata nell'industria appare troppo elevato perchè si possa parlare di polo industriale. Nè sembra praticabile l'ipotesoi di attrarre nuovi investimenti significativi, perchè il costo dei fattori non è favorevole. Questo non significa sottovalutare una componente fondamentale dell'economia della città; essa  va però integrata con altre in un disegno strategico più complesso ed articolato.
La collocazione di Jesi in una posizione chiave nel centro della Vallesina e nei pressi di importanti snodi infrastrutturali, suggerisce - accanto a quello industriale - una serie di altre prospettive. In sintesi, il quadro che si propone di discutere comprende queste componenti:

 

- salvaguardia della infrastruttura industriale, che va indirizzata verso l'innovazione tecnologica e la   specializzazione dei prodotti, e ancorata fortemente al territorio;

- attivazione di iniziative che possano fare di Jesi un centro di riferimento per i servizi; si pensa in particolare alla collocazione della città all'incrocio delle direttrici nord-sud (A16 e Ferrovia) e est-ovest (SS 78 e Ferrovia); in prossimità del porto più importante del medio Adriatico e di un Areoporto in pieno sviluppo; in grado di sfruttare le risorse dell'Interporto in via di realizzazione;
- promozione, a partire dal settore vitivinicolo in forte crescita, di una filiera agro-alimentare che comprenda anche prodotti tipici
(carni, ortofrutta, formaggi, salumi, prodotti biologici, ecc.) di nicchia, ad alto valore aggiunto e ad alta densità occupazionale;
- iniziative per dare contenuto alla qualifica di "città d'arte" ; è stato sottolineato che si tratta di comparti economici importanti ma integrativi: pur in presenza di una concorrenza massiccia, Jesi può puntare su una certa quota di turismo culturale, a patto che l'offerta culturale e turistica sia di alta qualità.

Iniziative strategiche

1 - Proposte alla Provincia

- l'istituzione a Jesi di un coordinamento della piccola e media industria, con compiti di studio e promozione dello sviluppo e della formazione;
- il trasferimento a Jesi dell'Assessorato all'Agricoltura, collegandolo alla creazione del polo agro-alimentare e alla scuola agraria "Salvati", che dovrebbe anche funzionare come terminale sperimentale e formativo della Facoltà d'Agraria di Ancona;
- l'istituzione di un coordinamento di alcune attività culturali: Jesi è già Polo bibliotecario provinciale, possiede una delle più importanti Pinacoteche delle Marche, l'unico Teatro di Tradizione della Provincia, una fondazione musicale - la "Pergolesi-Spointini" - che aspira a diventare terzo polo musicale della Regione; e ospita l'Orchestra Filarmonica Marchigiana che si avvia a diventare Orchestra regionale;

2 - Una strategia scolastica impostata su:

- qualificazione dell'Università indirizzandone i corsi al settore dei servizi, dell'organizzazione aziendale, della logistica, dell'informatica, delle comunicazioni; gestione dinamica impostata su master, corsi di specializzazione finalizzati di alto livello, ecc.;
- rapporto più stretto con le scuole superiori, alle quali vanno affidati - in armonia con i criteri formativi emergenti a livello europeo - compiti ed incarichi di studio e progettazione. L'ente dovrebbe anche farsi carico di favorire il rapporto tra scuola ed industria, evitando che si riduca a forme di parassitismo, ma invece stimoli nella scuola una migliore formazione al lavoro. Occorrerà anche stimolare la nascita di corsi di specializzazione pratica riferiti a un progetto di formazione di interesse territoriale.

Indicazioni programmatiche

Infrastrutture: Sembra prioritario l'obiettivo dell'Interporto. Occorrerà fare pressione perchè siano accelerati il raddoppio dell'Orte-Falconara e della SS 76 (la prospettiva è quella dell'attraversamento veloce Ancona-Civitavecchia, piuttosto che quella Fano-Grosseto, che sembra privilegiato dal Piano nazionale dei Trasporti).

Servizi sociali: Mancano soprattutto servizi per i giovani: formativi, informativi, culturali, di intrattenimento, e spazi autogestiti. Le famiglie giovani avvertono la carenza di asili e asili nido. Occorre più attenzione all'inserimento degli immigrati, alle scuole e all'assistenza domiciliare agli anziani.

Cultura e Turismo: Urgente il risanamento del Teatro Pergolesi, che deve essere polo provinciale del teatro e terzo polo musicale della regione. Il museo virtuale Federico II potrebbe essere un centro di riferimento per gli studi federiciani e anche un terreno di formazione, studio e sperimentazione per la computergrafica e l'infografica. Occorre coordinare le iniziative culturali, possibilmente con la creazione di un'Agenziaq che gestisca l'immagine turistica e il marketing della città. Occorre incoraggiare l'ospitalità alberghiera, attualmente del tutto insufficiente, magar con l'acquisizione del vecchio ospedale. Occorre inserire il turismo jesino nei maggiori circuiti regionali e interregionali, facendo sistema con le attrattive turistiche della Vallesina (Frasassi, Abbazie, Castelli).

Urbanistica: Qui occorre distinguere tra
- interventi di lungo termine: adattare il Piano regolatore in modo che la città non risenta negativamente del prevedibile maggior traffico derivante dal funzionamento dell'Interporto e dal raddoppio dei collegamenti orizzontali; riaprire il/i tunnel sotto il centro storico con funzione di attraversamento e parcheggi sotterranei (in comunicazione rispettivamente con piazza Federico II, piazza della Repubblica e piazza Pergolesi); risalite con scale mobil9i e ascensori; riprogettazione unica delle cinque piazze storiche; puiano di recupero della zona di Porta vlle-Mattatoio come parco urbano con parcheggi e attraversamento sotterraneo; graduale liberazione della Chiesa di S.Nicolò dal manufatto retrostante; piena valorizzazione di S.Marco.
- interventi di breve-medio termine: pedonalizzazione del centro storico, con eliminazione dei marciapiede e dell'asfalto nel tratto che va dal Liceo Classico a piazza della Repubblica; scorrimento veloce e divieto di parcheggio lungo il perimetro via XV Settembre-via Mura Occidentali; aumento dei minibus riservati al traffico del centro; piano del colore, eliminazione delle insegne non compatibili, riprogettazione dell'arredo urbano e dell'illuminazione del centro storico.

Lavori Pubblici: non possono più essere un contenitore di spese a pioggia, ma debbono essere coordinati ai progetti e soprattutto finalizzati all'utilzzazione. Il rapporto con l'Urbanistica deve essere più organico: l'Urbanistica disegna la città e i Lavori Pubblici la costruiscono.

Sport: occorre un ente autonomo, aperto alla partecipazione delle società sportive, per la gestione degli impianti e il coordinamento delle iniziative e dei finanziamenti; un più stretto rapporto con le scuole per mantenere allo sport il suo valore educativo e separare nettamente il momento ludico-amatoriale (interesse sociale ed educativo primario) e qu4ello professionale-competitivo (interesse delle società).

 

 


Sbarbati e Cascia aderiscono a logica progetto
CALAMANDREI, DAI SINDACI
PRIMI SI AL “PENSATOIO”

L’idea di riprogettare la città e la Vallesina secondo la formula che il Centro studi Calamandrei si è preso l’impegno di elaborare ha conquistato già due adepti. Sergio Cascia e Sandro Sbarbati, sindaci rispettivamente di Maiolati Spontini e di Monsano, hanno aderito a logica progetto, un nuovo filone dell’associazione culturale affidato alla direzione di Gianfranco Berti e Giovanni Mantovani, l’ex assessore comunale jesino.
Si tratta di un “pensatoio”, come amano definirlo i due coordinatori, che metterà a disposizione dei prossimi candidati sindaci una ricetta per governare il territorio secondo un’ottica di rilancio complessivo.
Ed è proprio quest’aspetto che ha convinto Sbarbati. Che fa però una premessa: “Ho deciso di dare il mio contributo” spiega,  “anzitutto perché logica progetto non si colloca come soggetto politico. Nello stesso tempo però si propone di agire in una logica di visione sovra comunale, che considera Jesi e la Vallesina come un’unica grande realtà, su cui intervenire in maniera globale: sia a livello di piani urbanistici, che di sviluppo economico o di politica culturale”. Per Cascia collaborare al progetto del Calamandrei equivale a farsi a non farsi sfuggire un’importante occasione: “C’è bisogno di creare prospettive nuove”, commenta, “ per cogliere opportunità dal punto di vista economico e turistico. E per farlo è necessario progettare, come ha ben capito il Calamandrei”.
Spunti, idee, suggerimenti da raccogliere, vagliare e poi calare nella realtà. E’ questo il compito che Cascia sente di aver assunto aderendo a logica progetto. Ma cosa succederà in pratica nei prossimi mesi? Berti e Mantovani spiegano che si tratterà ora di avviare una fase di incontri, aperti anche al contributo di personalità importanti del mondo culturale e produttivo della zona.

Claudia Antolini
da il “Corriere Adriatico” del 1 luglio 2000

 


da "Il Resto del Carlino" del 15 luglio 2000

 


 

anche Cesare Annibaldi e Carlo Callieri
nel laboratorio del Calamandrei
"LOGICA PROGETTO" AVANZA
E SFODERA I SUOI PEZZI DA 90

Il ”pensatoio” ha trovato le menti. Sei grossi nomi, a capo di enti o esperti in settori strategici a livello nazionale, che costituiranno il “pool” del laboratorio che dovrà reinventare la città ad il territorio della Vallesina. L’impegno,quasi una missione, è quella  che il Centro studi Calamandrei si è assegnato, ampliando i suoi filoni di ricerca alla gestione politica della realtà jesina. “L0gica progetto” è balzata così all’attenzione dell’opinione pubblica come un nuovo soggetto nato per elaborare una prposta 2 finalizzata ad avviare una fase della politica amministrativa della città e della valle che sia al livello di modernità e di efficienza richiesto dai tempi”: E’ quanto hanno fatto sapere i coordinatori: Franco Berti e Giovanni Mantovani ed i due sindaci Sandro Sbarbati e Sergio Cascia, che si sono uniti alla cordata. Ma i quattro dirigenti di “Logica progetto” sono anche giunti alla conclusione che per centrare l’obiettivo ci vogliono dei “pensatori”n in grado di fornire “ un quadro neutrale delle possibilità che si aprono al territorio di Jesi e della Vallesina così come può essere delineato da alcuni dei massimi esperti nei loro settori”. E ora il laboratorio ha nomi e cognomi. Del calibro di cesare Annibaldi, l’unico jesino, presidente della fondazione Palazzo Grassi e consigliere di amministrazione della Rizzoli Corriere della Sera; Enrico Auteri, per 15 anni direttore del personale e organizzazione del gruppo Fiat, oggi docente presso la facoltà di ingegneria a Milano; Carlo Callieri, già vicepresidente di Confindustria; Ugo Castagnotto, esperto di semantica pubblicitaria, consulente di Iveco, San Paolo; Bepi Dondona, presidente dell’associazione Comuni d’Europa, già assessore all’urbanistica del comune di Torino; ed infine Angelo Pezzana, ideatore del Salone del libro di Torino, già assessore ai Servizi sociali e Sanità della regione Piemonte. Ad ognuno di loro è stato assegnato un tema in sintonia con le proprie esperienze. E da qui a sei mesi avranno il compito di approfondire uno di questi settori: strategie di sviluppo economico, politiche culturali, organizzazione scuola e formazione, ridisegno urbanistico e arredo, partecipazione servizi sociali e minoranze, comunicazione immagine e relazioni esterne.
“Sono persone giuste per elaborare le nuove proposte di ricerca”, spiega Gianfranco Berti, “per la varietà e la sinergia delle competenze che insieme posseggono”. Ma perché a elaborare un piano di sviluppo per Jesi sono chiamati esperti esterni? Per Berti “importante è che il laboratorio possa sviluppare le sue analisi senza subire condizionamenti che nascano dalla situazione locale. Saranno poi i coordinatori a tarare il progetto su Jesi e la Vallesina  considerate “ sottolinea “ come un’entità inseparabile”. Il, lavoro dei sei “pensatori”, sarà preparato accuratamente dai dirigenti di “logica progetto” che raccoglieranno la documentazione da proporre al laboratorio.

(Claudia Antolini)

 

dal "Corriere Adriatico" del 15 luglio 2000

 


 

NOMI ILLUSTRI PER SVEGLIARE JESI

IL MANIFESTO PRESENTATO DA LOGICA PROGETTO

L'INDUSTRIA CAMBIA,
LA CITTA' NO

da "Il Resto del Carlino" di venerdì 8 giugno 2000