Home Eventi Eventi 2011 - 2013 Festa GdA Unità.

 

 

torino 29 aprile teatro gobetti

 

FESTA GRANDE
DI APRILE

di Franco Antonicelli
riduzione ed adattamento Gian Franco Berti e Silvia Bertolotti
messa in scena TeatrOtello
regia Gianfranco Frelli
cantano Gli Onafifetti
musiche dal vivo Raffaele Conti e Tommaso Uncini
coreografie di/con Sara Cingolani
Centro Studi Piero Calamandrei
con il contributo della città di Jesi - Assessorato alla Cultura

La Festa grande di aprile è quella della liberazione, un anniversario che anno dopo anno si allontana da quel 25 aprile che ha sancito l'inizio di una nuova vita per il nostro Paese. Festa grande di Aprile è il titolo del testo teatrale con cui Franco Antonicelli, singolare figura di scrittore, fotografo giornalista, partigiano, ripercorre le vicende italiane dal 1924 al 1945, dai giorni del delitto Matteotti alla Resistenza e alla Liberazione, di cui Antonicelli fu protagonista come presidente del CLN Piemonte.
Da i testi drammatici più importanti sulla nostra Resistenza,
Festa grande di aprile è un accorato invito a partecipare, in modo collettivo e consapevole, a questa rappresentazione popolare della nostra storia, fatta di uomini e donne, ma anche di canti e musiche del periodo, eseguiti dal vivo in scena.

 

Torino, 4 febbraio 2011
Comunicato stampa

FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO
STAGIONE 2010/2011
FARE GLI ITALIANI - TEATRO
A cura di Mario Martone e Giovanni De Luna
Torino, febbraio - novembre 2011

La rassegna è organizzata dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino
nell’ambito di Esperienza Italia 150°
Con il sostegno di Iren
In collaborazione con Il Circolo dei Lettori,
Festival delle Colline Torinesi - Torino Creazione Contemporanea,
il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà

 

Nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Fondazione del Teatro Stabile di Torino - con il sostegno di Iren - organizza una nuova stagione teatrale dal titolo Fare gli italiani - Teatro, che ripercorre le principali aree tematiche e la stessa impostazione storiografica e contenutistica della Mostra Fare gli italiani in programma alle OGR (Officine Grandi Riparazioni) dal 18 marzo 2011.
Una rassegna di spettacoli, dibattiti, approfondimenti che da febbraio a novembre 2011 racconterà i centocinquanta anni italiani attraverso il teatro e la storia, in una grande narrazione che tiene insieme gli aspetti più significativi della nostra vicenda nazionale.

«Fare gli italiani - Teatro - dichiarano Mario Martone e Giovanni De Luna, curatori della rassegna - rinvia a una identità nazionale che è essenzialmente una costruzione; un progetto a cui concorrono diversi “costruttori”, che cambiamo di volta in volta, a seconda delle “fasi” che scandiscono la nostra storia: dapprima lo Stato liberale con le sue istituzioni (la scuola, l’esercito, l’apparato burocratico-amministrativo); poi il fascismo con il partito unico e la sua ideologia totalitaria; infine la nostra Repubblica, con la sua Costituzione, i partiti politici di massa, le forme di una democrazia finalmente libera e pluralista. Accanto a questi strumenti politico-istituzionali, altri, di natura completamente diversa, hanno contribuito a “fare gli italiani”: il mercato, ad esempio, che con l’espansione dei consumi ha inciso profondamente - almeno a partire dagli anni del boom economico - sugli aspetti antropologici della nostra società; le strutture dei trasporti; la grande fabbrica fordista; e, soprattutto, i mezzi di comunicazione di massa, prima la radio, poi il cinema e, infine, straordinariamente potente, la televisione. Ogni volta, dopo ogni “rottura” e a ogni nuova “fase”, il progetto di “fare gli italiani” si è dunque riproposto con protagonisti diversi. Non è cambiato il meccanismo che ne è alla base, quello fondato sulla coppia inclusione/esclusione. Sempre si è trattato di recuperare una qualche frattura (Nord/Sud, città/campagna, laici/cattolici, fascisti/antifascisti, …), di abbattere separatezze e compartimenti stagni. La mafia e la criminalità organizzata sono ad esempio il territorio classico dell’“esclusione”, zone grigie refrattarie ai meccanismi di una democrazia inclusiva come la nostra. Il teatro e la storia sono quindi i due percorsi con i quali questi “nodi” verranno affrontati. Si tratta in definitiva di una sfida tra narrazioni, confrontandole sul terreno strategico della trasmissione del sapere, con la possibilità di costruire la conoscenza del nostro passato anche attraverso modelli narrativi innovativi sul piano della costruzione del racconto e dell’organizzazione del discorso storico. Il nemico da battere è un senso comune appiattito sul presente, fatto di stereotipi e luoghi comuni, una sorta di storia “usa e getta” che svuota il passato di ogni complessità, lo priva di spessore. Fino a renderlo evanescente».

«Ritengo - dichiara la Presidente del Teatro Stabile, Evelina Christillin - che uno dei compiti principali di ogni Teatro Stabile pubblico sia quello di affiancare formazione e cultura del proprio territorio e della propria nazione alla pura rappresentazione scenica. Così, essere presenti nel percorso ideativo e testuale che ha portato alla costruzione dell'identità italiana nei centocinquant'anni dalla sua nascita, è uno stimolo in più per tutti noi, artisti, tecnici e squadra al completo, a imparare, conoscere, amare una storia complessa e appassionante di cui ognuno si sente figlio»

Fare gli italiani - Teatro si snoderà per nuclei tematici composti da spettacoli di argomento storico, sociale e politico e da incontri di approfondimento realizzati in collaborazione con Il Circolo dei Lettori di Torino.
La rassegna si aprirà con il debutto, in prima nazionale, di 18 mila giorni - Il pitone un testo originale di Andrea Bajani, con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa, per la regia di Alfonso Santagata (Teatro Carignano, 8 - 13 febbraio 2011); spettacolo che, insieme a Donnarumma all’assalto di Ottiero Ottieri nella riscrittura e interpretazione di Domenico Castaldo (Cavallerizza Reale - Maneggio, 24 - 27 febbraio) andrà a comporre la prima sessione dedicata a “Lavoro e industria”.
Secondo tema è quello della Prima Guerra Mondiale” che lega L’ingegner Gadda va alla guerra (o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro) interpretato da Fabrizio Gifuni (Fonderie Limone Moncalieri, 15 - 20 marzo) e Una casa d’altri scritto e diretto da Giuseppe Bertolucci (Cavallerizza Reale - Maneggio, 18 - 19 marzo); si prosegue con la “Questione meridionale” con Salvatore, Cacaticchiu, Gambilonghe e Ferdinando scritto e diretto da Francesco Suriano (Cavallerizza Reale - Maneggio, 22 - 23 marzo) e Iancu, un paese vuol dire uno spettacolo di Koreja (Cavallerizza Reale - Maneggio, 25 - 26 marzo).
Altro nucleo è quello dedicato alle “Città italiane” che raggruppa quattro spettacoli: Animenere di Alfonso Santagata (Cavallerizza Reale - Maneggio, 30 - 31 marzo), Anagramma Via Artom. Documento teatrale diretto e interpretato da Gianni Stoppelli (Cavallerizza Reale - Maneggio, 1 - 2 aprile), Qui Città di M. di Piero Colaprico, per la regia di Serena Sinigaglia (Cavallerizza Reale - Maneggio, 5 - 6 aprile) e Il contagio uno spettacolo di Nuccio Siano, dal romanzo di Walter Siti (Cavallerizza Reale - Maneggio, 8 - 9 aprile).
Il “Risorgimento” verrà raccontato da Sull’ordine e il disordine dell’ex macello pubblico ideato e diretto da Enzo Moscato (Cavallerizza Reale - Maneggio, 19 - 20 aprile) e da Pro Patria un progetto di Ascanio Celestini (Cavallerizza Reale - Maneggio, 28 - 29 aprile). Agosto ’44 - la notte dei ponti uno spettacolo scritto e diretto da Ugo Chiti (Cavallerizza Reale - Maneggio, 17 - 18 maggio) e Morso di luna nuova di Erri De Luca, per la regia di Giancarlo Sepe (Cavallerizza Reale - Maneggio, 20 - 21 maggio) compongono il dittico dedicato alla “Seconda Guerra Mondiale”.
Nella sezione “Partiti e movimenti politici” si inseriscono Gramsci a Turi testo di Antonio Tarantino, per la regia di Daniele Salvo (Cavallerizza Reale - Maneggio, 24 - 25 maggio) e Socialismo a passo di valzer drammaturgia di Giuseppe Di Leva, per la regia di Giorgio Zorcù (Cavallerizza Reale - Maneggio, 27 - 28 maggio); in quella dedicata al “Dopoguerra” vedremo Raccontare Roma Città aperta uno spettacolo ideato e diretto da Gianluca Bottoni (Cavallerizza Reale - Maneggio, 30 - 31 maggio) e Nord Ovest di Donatella Musso, per la regia di Beppe Rosso (San Pietro in Vincoli, 17 - 23 giugno).
So much younger than today. Un viaggio nell’Italia di Gigi Meroni della Compagnia Le Voci del Tempo (Cavallerizza Reale - Maneggio, 8 - 9 novembre) e Note di un centromediano metodista testo di Carlo Pestelli (Cavallerizza Reale - Maneggio, 11 - 12 novembre) compongono la sezione dedicata allo “Sport”.
A concludere il percorso di Fare gli italiani - Teatro sono i “Movimenti migratori” con Italoamericana di Francesco Durante, per la regia di Davide Livermore (Teatro Gobetti, 15 - 20 novembre) e Sono incazzato nero di Berte Bakary, per la regia di Koji Miyazaki (Cavallerizza Reale - Maneggio, 18 - 19 novembre).
Appuntamento collaterale della rassegna è quello con Festa grande di aprile di Franco Antonicelli, per la regia di Gianfranco Frelli (Teatro Gobetti, 29 aprile).
Nella sala grande de Il Circolo dei Lettori si svolgeranno gli Incontri di approfondimento della rassegna: il 10 febbraio, alle ore 18.00, Andrea Bajani, Cristina Nesi, Marco Revelli interverranno sul tema “Lavoro e industria”; il 16 marzo, alle ore 21.00, si parlerà della “Prima Guerra Mondiale” con Giuseppe Bertolucci, Antonio Gibelli, Antonio Piovanelli. Si prosegue con: “Questione meridionale” il 24 marzo, alle ore 21.00, con Giovanni De Luna, Salvatore Lupo, Francesco Niccolini; “Città italiane”, il 31 marzo, alle ore 21.00, con Mario Martone, Luca Rastello, Alfonso Santagata e il 7 aprile, alle ore 21.00, con Sandro Portelli, Walter Siti; “Risorgimento”, il 27 aprile, alle ore 21.00, con Walter Barberis, Ascanio Celestini, Enzo Moscato; “Seconda Guerra Mondiale”, il 19 maggio, alle ore 21.00, con Ugo Chiti, Giovanni De Luna, Giancarlo Sepe; “Partititi e movimenti politici”, il 26 maggio, alle ore 21.00, con Aldo Agosti, Antonio Tarantino; “Dopoguerra”, il 1° giugno, alle ore 21.00, con Giaime Alonge, Gianluca Bottoni, Donatella Musso, Beppe Rosso; “Sport”, il 10 novembre, alle ore 21.00, con Marco Peroni, Carlo Pestelli, Maurizio Crosetti; si conclude con “Movimenti migratori”, il 17 novembre, alle ore 21.00, con Francesco Durante, Mario Martone, Maddalena Tirabassi.