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grafica di Francesca Tilio

 


 

 


 

 


foto di Adriana Argalia

 

 


da "Il Resto del Carlino" del 4 gennaio 2012

 

LETTERE DAL CARCERE DI GRAMSCI E FOA
IN ANTEPRIMA REGIONALE AL "CORTESI" DI SIROLO

 

La storia dell'Unità d'Italia raccontata attraverso le lettere struggenti scritte dal carcere dai condannati a morte, tra cui Gramsci, Foa, Settembrini e molti altri.
"Parolepotere. Un secolo e mezzo di storia di vinti", spettacolo ruvido e drammatico, debutta domani sera a Sirolo al teatro Cortesi, in anteprima regionale. E' stato presentato ieri sera dall'assessore alla Cultura Fabio Baglioni con Mario Maraschioni in rappresentanza del Circolo Culturale di Sirolo, Gian franco Berti, presidente del Centro Studi Piero Calamandrei di Jesi, il regista Simone Guerro, i tre attori Giovanni Filosa, Piergiorgio Memè e Mario Sardella. in scena nel teatro gioiello della perla del Conero, combattenti per la libertà fino al sacrificio ed alla morte, dal Risorgimento alla Resistenza.
Collegata alle rappresentazioni teatrali, 4 in tutta la regione, una raccolta di fondi avviata dagli "Amici di Milvia" la giovane sirolese barbaramente uccisa in India dove svolgeva un'opera di volontariato e assistenza ai bambini indiani abbandonati. Buglioni ha inoltre comunuicato l'adesione di Sirolo al progetto di rete tra i teatri storici delle Marche di cui questo spettacolo è un primo esempio, mentre Berti ha sintetizzato la necessità di passare dall'indagine storica che ha caratterizzato fino ad oggi il Centro Studi alla produzione teatrale.

Ilaria Traditi

 


 

 

CONCORSO
RISERVATO AGLI STUDENTI  DEI LICEI E DEGLI ISTITUTI SUPERIORI 
DEL TERRITORIO PRESENTI  ALLO SPETTACOLO TEATRALE 
PAROLEPOTERE

indetto per:
a)  La migliore RECENSIONE di 1200 battute
( verrà pubblicata sul sito del Centro Studi Piero Calamandrei,
insieme alle recensioni professionali dei quotidiani e periodici)

 

b) la migliore FRASE BREVE di  6 – 8 parole.
(sarà inserita nel copione e quindi declamata/recitata nelle repliche 
dello spettacolo e riportata con il nome dell’autore nei libretti di sala)


Le recensioni e le frasi brevi dovranno essere inviate,
dopo la "prima" del 14 ed entro il 21 gennaio p.v., a
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con i dati dell’autore
(nome, cognome, anno di nascita, scuola e classe di appartenenza)

 

la “prima” dello spettacolo si terrà al Teatro Pergolesi il 14 gennaio 2012
ed il costo del biglietto (€ 12 intero, € 8 ridotto), per le scuole è di € 5/cad.
(info: biglietteria del teatro, tel. 0731 206888
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Concorso per la migliore recensione e la migliore frase breve
riservato agli studenti dei Licei e degli Istituti Superiori del territorio
presenti allo spettacolo teatrale

“PAROLEPOTERE”

***

La migliore recensione:

“Un urlo di rabbia è il manifesto di questo spettacolo: l’urlo dei vinti. Un urlo che più volte abbiamo represso. Un urlo di rabbia. Non devastante, pericolosa. Rabbia costruttiva, che fa venire voglia di cambiare le cose. C’è gente che c’è morta per cambiare le cose e questo spettacolo ce ne riporta le parole dure, veritiere. Gente che sta per morire e lasciare tutto ciò che ha amato, ma parla di speranza. Quei vinti non sono nient’altro che i vincitori, perché hanno saputo tramutare la loro rabbia in speranza e la speranza in realtà. E dopo anni, una sfilza di sconfitte e sconfitti, la vittoria vera: la libertà. Libertà, assenza di schiavitù da tutto, anche da se stessi, è avere la possibilità di esprimere appieno il nostro essere umani conservando la dignità che da esso deriva. Dignità che, come ci insegna lo spettacolo con sketch, musica leggera e piacevole, ma anche parole “potenti”, sta nel non farci mettere in catene, fisicamente e intellettualmente, da una sistema che, anche oggi, ci vuole ridurre a un puntino invisibile tra la massa, a uomini con braccia per produrre e portare soldi, ma senza testa per distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è. “
Agnese Galatolo
( studentessa della 3CL del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Jesi)

***

La recensione menzionata:

“ Una mareggiata improvvisa di idee, storia, politica, cultura mi è venuta contro con la forza di un gigantesco schiaffone che ti sveglia dal solito torpore quotidiano; proprio come quel petardo che a metà spettacolo ha fatto sobbalzare tutto il teatro. Penso siano queste le parole per descrivere al meglio lo spettacolo ideato dal Centro Piero Calamandrei e sviluppato dal giovane regista Simone Guerro. “Parolepotere”, una vitale e pungente rappresentazione di una realtà che tutti i giorni andiamo ad affrontare: lo scontro generazionale tra noi giovani e i nostri “anziani”. Uno scontro che non si è banalmente fermato alla differenza d’età; è andato oltre, ha analizzato una generazione d’altri tempi che, se da una parte ha potuto sviluppare le proprie potenzialità durante un periodo economico molto favorevole, (cui va la colpa di aver designato  il denaro come obiettivo della vita dell’uomo, piuttosto che come strumento), è anche stata capace di avviare un lento e costante processo di intorpidimento per ciò che concerne il grande passato e gli imponenti temi civili dai cui sono scaturiti. Oggi i nostri genitori, gli Onafifetti, sono solamente in grado di canticchiare qualche brano che recupera le memorie dei grandi uomini (narrati dalla drammaturgia martellante del regista), senza neanche accorgersi della disperazione che regna in una gioventù (Chiara Caimmi) incapace di muovere i primi passi verso la realizzazione della propria esistenza. “
Jacopo Tozzo
(studente della 5 B del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Jesi )

***

 

Il premio per la migliore frase breve non è stato assegnato

 


da "Vivere Senigallia" del 18 gennaio 2012

Corinaldo: al teatro Goldoni l'anteprima di 'Parolepotere'

 

A Corinaldo, teatro Goldoni, la prima di Parolepotere, la pièce ideata da Gian Franco Berti, che sarà rappresentata poi a Jesi, Maiolati, Sirolo. Un secolo e mezzo di storia dei vinti è il sottotitolo di una controstoria tentata sul palcoscenico da un gruppo di animosi interpreti, quali la giovane Chiara Caimmi ed i collaudati Onafifetti (Giovanni Filosa, Piergiorgio Memè e Mario Sardella).
Celebrato gruppo, questi, di cabaret, ma che stavolta si è inoltrato in un soggetto serio, in bilico tra facezia e dramma, ma certo con la forza rivelatrice di un instant book. Questo il pregio essenziale, avere scattato un’istantanea ferocemente realistica su un presente che più schizofrenico non potrebbe essere. Tutto è giocato sulla dissociazione tra giovani con le carte in regola per un futuro che non c’è, e vecchi che impertinenti e pervicaci seguitano sui loro schemi intoccabili. Momento culminante è la reiterata richiesta di aiuto dei giovani alla generazione di chi ha prodotto il furto della loro giovinezza, il crollo delle speranze.
Un grido che rende afona la voce che s’infrange su un muro d’indifferenza. Prodotto di ricordi mummificati, ideologie sclerotizzate in frasi fatte, buonismo di comodo condito di speranzose canzoni già rivoluzionarie. Tra i due mondi la sordità totale. Il recupero di parole alte di protagonisti grandi o eroici del passato scivola invano sulla rimozione che ne fa il presente. Fino alla presa d’atto che l’attuale è una forma di libertà che uccide. Forse la vera liberazione si potrà realizzare, afferma amaramente un cartello di protesta, “quando saremo tutti colpevoli, sarà allora la democrazia”. 150 anni attraversati per produrre un vuoto? La storia come disperazione? Il tono magistralmente leggero che raccorda la rappresentazione nelle sue disparate fasi sembra aiutarci a digerire il dramma che non si fa mai tragedia.
Il risultato è di uno spettacolo mai patetico, sempre simpaticamente pensoso. Com’è apparso ad un pubblico puntualmente attento ad ogni battuta, ad ogni silenzio. Ad ogni mutare di scena tanto sobria quanto simbolicamente allusiva.

Fabio Ciceroni

 


dalla "Voce della Vallesina" del 14 gennaio 2012


 


da "Il Resto del Carlino" del 13 gennaio 2012


 

 

 


dal "Corriere Adriatico" del 12 gennaio 2012

 

Domani al Goldoni l’anteprima nazionale di “Parolepotere”

Sul palco le storie dei vinti Ecco l’altra faccia dell’Unità

 

Corinaldo - Chi l'ha visto alla prova generale di Sirolo, il giorno dell'Epifania, ha scritto di “altra faccia dell'Unità”, di attori 'straordinari'. Stiamo parlando di  "Parolepotereun secolo e mezzo di storia di vinti”, che va in scena in anteprima nazionale domani, alle 21 e 15, al Teatro Goldoni di Corinaldo, presente un figlio illustre di queste contrade, l'Ambasciatore Luigi Vittorio Ferraris, con il patrocinio del Comune di Corinaldo e il sostegno di BoxMarche. Comincia con 'I Malavoglia' di Verga. Finisce con “Il sarto di Ulm” di Brecht. In mezzo tanti 'vinti' che sono stati i vincitori con le loro idee e i loro ideali. E fin qui siamo ancora nel filone celebrativo del 150esimo dell'unità d'Italia. E invece “Parolepotere” è un lavoro contro la retorica dei 150 anni,contro il buonismo di facciata, contro il conformismo dell'indignazione. Nata da un'idea di Gian Franco Berti, presidente del Centro Studi Piero Calamandri di Jesi che l'ha prodotta, questa pièce teatrale,firmata e diretta da Simone Guerro, è un lavoro sullo sdoppiamento spiazzante, che mentre esalta l'intransigenza i valori la storia, racconta l'isolamento e la disperazione di una giovane ragazza di oggi, con i problemi di oggi, che si scontra contro la meschina allegria e la nostalgia autoreferenziale di un gruppo di vecchi. Questi ricordano, raccontano, protestano, celebrando se stessi senza aver mai combattuto; e intanto ignorano la sofferenza che è sotto i loro occhi,la ragazza reclusa nella sua stanza senza pareti.
Biglietto unico a 10 euro. Prenotazione obbligatoria a: 338 6230078 e 393 2212749.

 


da "il Messaggero" del 10 gennaio 2012


 

 


dal "Corriere Adriatico" del 10 gennaio 2012


 

Al Pergolesi gli Onafifetti e un gruppo di giovani artisti

rileggono 150 anni di storia dei vinti

ParolePotere, uno spettacolo contro la solita retorica

Jesi - Il sindaco Fabiano Belcecchi “non voleva finire il mandato con questo rimorso”. Con queste parole in un biglietto, ha assicurato la sua presenza al Teatro Pergolesi sabato alle 21 per lo spettacolo “ParolePotere”. E si è cavato d’impaccio con il presidente del Centro studi Piero Calamandrei di Jesi Gian Franco Berti, eludendo le sue “insistenze” di personaggio a volte sopra le righe, ma capace di unire sul filo della memoria storica generazioni vecchie e nuove. “ParolePotere” è l’esempio concreto di come Berti abbia saputo dare l’input giusto a un gruppo di comprovati artisti e professionisti, regalando alla città una rilettura moderna di un secolo e mezzo di storia di vinti. In scena i poli opposti dell’isolamento di una giovane donna che è la performer Chiara Caimmi, e la patetica allegria di un gruppo di anziani che pascolano e cantano canzoni di protesta celebrando se stessi senza aver mai combattuto (e qui vedremo, per la prima volta dopo 44 anni di carriera, inediti e seri gli Onafifetti). Direttore d’orchestra di questa affascinante drammaturgia, il giovane regista Simone Guerro su scenografie di Ilaria Sebastianelli. “Uno spettacolo che mette in comunicazione artisti collaudati come Giovanni Filosa, Mario Sardella e Piergiorgio Memè, gli Onafifetti con i tre giovani talenti Guerro, Caimmi, Sebastianelli”, spiega l’assessore alla Cultura Leonardo Lasca. “Uno spettacolo contro l’indignazione, per l’intransigenza; contro la retorica dei 150 anni, contro il buonismo di facciata, per i valori”, aggiunge Berti, che ha presentato l’evento insieme al consigliere Enrico Filonzi e che ha invitato gli studenti delle superiori a partecipare al concorso per la migliore recensione. Repliche dello spettacolo: venerdì a Corinaldo, il 5 febbraio a Maiolati, poi a Biella, Montecarotto, Cuneo. Parterre di ospiti per sabato: Franco Contorbia (università di Genova), l’onorevole Luciana Castellina, l’ex direttore del Manifesto Valentino Parlato, il professor Angelo D’Orsi e un membro del comitato del Nobel. 
Biglietti 12 euro, 8 ridotto. Info: 0731-206888.
ta.fre

 


da "Il Resto del Carlino - Ancona Spettacoli" del 10 gennaio 2012

 

"Parolepotere”, due generazioni faccia a faccia

debutta il lavoro di Berti e Guerro: 
il vuoto della giovane suicida, le memorie degli anziani

Jesi - “Noi tutti dobbiamo rifare, dalle case alle ferrovie, dai porti alle centrali elettriche, dall’industria ai campi di grano. Ma soprattutto, vedere, dobbiamo dare noi stessi. E’ la premessa per tutto il resto”. Le parole di un martire della resistenza, Giacomo Ulivi apriranno lo spettacolo“Parolepotere” in scena sabato al pergolesi in prima nazionale.
“Uno spettacolo contro l’indignazione, per l’intransigenza. Contro il buonismo di facciata, ma per i valori e contro il tatto ipocrita” nelle parole dell’ideatore Gian Franco Berti, presidente del Centro Studi Calamandrei che presenta l’iniziativa.
in scena la giovane performer anconetana Chiara Caimmi e il gruppo di satira Jesina, qui in veste seria, “Onafifetti”, per la regia del 26nne chiaravallese Simone Guerro.
Lo spettacolo trae spunto da una selezione di testi: lettere scritte dal carcere dai padri fondatori dell’Italia, sia risorgimentale che della resistenza antifascista: da Felice Orsini ad Alcide De Gasperi, fino ad arrivare alle lettere di Gramsci e tre lettere di condannati a morte della resistenza Europea.
Uno spettacolo che mette faccia a faccia due generazioni. L’umanità dei testi è messa in forte contrasto dall’azione scenica della Caimmi che, al centro del palco, in un altare bianco, isolato, mostra la preparazione alla morte di una giovane ragazza adolescente, contemporanea, che per il suo gesto estremo prende coraggio dall’assenza dei valori nella sua vita. “In scena – spiega il giovane regista – due poli opposti: l’isolamento di una giovane donna e la patetica allegria di un gruppo di anziani”. Gli Onafifetti appunto che interpretano canzoni di protesta che vanno da metà 800 fino ai canti della resistenza partigiana: le loro voci e le loro presenze risultano lontane e vecchie, malinconiche. “ Un altro aspetto di un Italia che canta, legge e si commuove ma non si muove”.
Lo spettacolo sarà in scena anche Venerdì in anteprima a Corinaldo e il 5 febbraio a Maiolati, per poi approdare a Montecarotto, Torino, Cuneo e Biella.
Sa.fe

 


dal "Corriere Adriatico" dell' 8 gennaio 2012

 

La grande solidarietà di Sirolo per i bambini poveri dell’India

Sirolo “Parolepotere”, nato da un’idea di Gian Franco Berti, presidente del Centro Studi Piero Calamandrei, è il titolo dello spettacolo che, pur non dissacrante, guarda da un’ottica diversa alla retorica dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Lo spettacolo, per la drammaturgia e regia del giovane Simone Guerro, è andato in scena l’altra sera al teatro “Cortesi” di Sirolo, con grande successo. Buon viatico per “prima” e repliche. Applausi e richieste di tornare sulla ribalta per i protagonisti: la bravissima Chiara Caimmi e gli arcinoti cabarettisti jesini “Onafifetti”, ovvero Giovanni Filosa, Pierluigi Memè e Mario Sardella. Un’altra pièce di lusso in questo teatro, piccolo ma – ricordiamo – celeberrimo, che non solo vide l’esordio della grande Valeria Moriconi (anche lei jesina) e ospitò le prove dei più importanti lavori di Franco Enriquez, ma che ha visto transitare, (per spettacoli o incontri culturali) davvero grandi personalità: da Carmelo Bene a Mario Scaccia, da Leo Gullotta a Pamela Villoresi, da Giorgio Albertazzi a Pupi Avati, da Massimo Ranieri a Gabriele Lavia, ad Alessandro Preziosi. Ebbene, questo gioiello di teatro ha ospitato, nella sua anteprima d’esordio, “Parole e potere”, appunto, nell’ambito del progetto “Fare del bene a teatro” che gli amici sirolesi di Milvia Andreucci, la giovane imprenditrice assassinata in India, hanno organizzato. 
“Penso che il centro dello spettacolo – osserva il regista - sia tutto nelle parole che chiudono la rappresentazione: dobbiamo rifare noi stessi. Il resto è costruito quasi scientificamente sul contrasto che facesse risaltare le parole scritte nelle lettere dei martiri della patria”. E ancora: “La cultura del benessere e del liberalismo ha svalutato tutto. Ci siamo occupati veramente della cosa pubblica? No. La nostra società è rovinata, ma noi pensiamo sempre - conclude Simone Guerro - alla macchina nuova, alla lotteria all’i-phone”. 
Tutto questo affidato all’interpretazione di Chiara Caimmi e degli “Onafifetti” (scene di Ilaria Sebastianelli): straordinari. “Insieme a Milvia”, questo il nome del gruppo che si è raccolto attorno al ricordo, indelebile, della giovane assassinata. In nome di questo ricordo, a Sirolo, grazie al “Cortesi”, tra Natale e gennaio, vengono raccolti fondi per aiutare l’India povera. Una testimonianza di affetto che ha sempre commosso la famiglia Andreucci. Una gara di solidarietà eccezionale che ha consentito di raccogliere finora quasi cinquantamila euro (somma notevole per l’India), che è stata utilizzata per realizzare: adozioni a distanza di cinque bambini; sostegno annuale a due centri di accoglienza “Balwadi Center” di Gollapudi, pro bimbi poveri e abbandonati; contributi per studi di formazione infermieristica (per 5 anni) a una ragazza; sostegno per promozione umana, assistenza sanitaria e scolastica alle popolazioni di quattro villaggi. 
Poi opere: i fondi raccolti sono serviti e servono, per il completamento della costruzione di un asilo delle suore di Sant’Anna, a Bangalore; per l’acquisto di un’ambulanza medica per l’India del Sud; per l’acquisto di un generatore elettrico per l’ospedale delle suore di Sant’Anna “Maertin de Porres”; di una pompa ad immersione per un pozzo idrico a servizio di un villaggio; per la riparazione del tetto e dell’impianto elettrico della scuola di Gharghoda.

Bruno Orlandini

 


dal "Corriere Adriatico" del 4 gennaio 2012


Vanno in scena due generazioni
"Parolepotere" debutta al teatro Pergolesi 
Una nuova veste per gli Onafifetti

 

Jesi Parolepotere. La città si prepara ad assistere allo spettacolo in prima nazionale prodotto dal Centro studi Piero Calamandrei di Jesi, in scena alteatro Pergolesi sabato 14 gennaio alle 21. Una drammaturgia ideata dal presidente del Centro studi Gian Franco Berti che ha trovato corpo grazie all’intuizione raffinata del regista Simone Guerro, giovane e apprezzato talento di Maiolati Spontini. Grandi protagonisti in scena per Parolepoteresaranno gli Onafifetti (alias Giovanni Filosa, Mario Sardella e Piergiorgio Memè) che lontani dal loro onafifettiano cabaret di sberleffo e satira, stavolta vestiranno panni seri e impegnati. Forse, per la prima volta davvero nei loro oltre 40 anni di carriera.
Ma che c’entrate voi con il Calamandrei? “Veramente - risponde Mario Sardella - ci siamo entrati per la prima volta con lo spettacolo Festa Grande d’Aprile di Franco Antonicelli, una drammaturgia della resistenza, e anche in quell’occasione eravamo meno onafifettiani del solito. Anzi, eravamo quasi seri. Adesso torniamo a collaborare con il Centro studi in quanto il presidente Berti e il drammaturgo Simone Guerro hanno visto in noi tre rappresentanti del contrasto generazionale tra i precari di oggi e gli intransigenti di ieri”. Dunque in scena voi sarete una pagina del passato? “Diciamo che saremo tre vecchi della vecchia generazione - aggiunge Giovanni Filosa - che rappresentano se stessi ma anche quell’Italia del passato che si nutre dell’appagamento di un falso oblio”.
Come la gioventù di una volta (quella di Felice Orsini, Alcide De Gasperi, Antonio Gramsci..) era disposta anche a perdere la vita purché vincessero le idee e gli ideali, i giovani di oggi che in Parolepotere avranno il volto e la mimica struggente di Chiara Caimmi, si scontrano con le loro solitudini, i loro problemi, la loro precarietà e indignazione. "Parolepotereun secolo e mezzo di storia di vinti”: perché? “Un secolo e mezzo, ovvero centocinquant’anni di storia di persone le cui idee hanno vinto perché sopravvissute - spiega ancora Sardella - e sarà un altro modo, meno celebrativo, di ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia”. Oltre a essere un po’ la memoria di questo spettacolo, che altro faranno gli Onafifetti? “Reciteremo e canteremo canzoni come La ballata del milite ignoto, Non maledire questo nostro tempo, Tutti all’Osteria e la celebre canzone dei Rokes E’ la pioggia che va, molto in voga nel ’68. Insomma, un’esperienza bella e costruttiva – concludono – che ci trasporta in un momento diverso di confronto e riflessione”.
talita frezzi

 

 

 


da " il Resto del Carlino" del 4 gennaio 2012


LETTERE DAL CARCERE DI GRAMSCI E FOA
IN ANTEPRIMA REGIONALE AL "CORTESI" DI SIROLO

 

La storia dell'Unità d'Italia raccontata attraverso le lettere struggenti scritte dal carcere dai condannati a morte, tra cui Gramsci, Foa, Settembrini e molti altri.
"Parolepotere. Un secolo e mezzo di storia di vinti", spettacolo ruvido e drammatico, debutta domani sera a Sirolo al teatro Cortesi, in anteprima regionale. E' stato presentato ieri sera dall'assessore alla Cultura Fabio Baglioni con Mario Maraschioni in rappresentanza del Circolo Culturale di Sirolo, Gian franco Berti, presidente del Centro Studi Piero Calamandrei di Jesi, il regista Simone Guerro, i tre attori Giovanni Filosa, Piergiorgio Memè e Mario Sardella. in scena nel teatro gioiello della perla del Conero, combattenti per la libertà fino al sacrificio ed alla morte, dal Risorgimento alla Resistenza.
Collegata alle rappresentazioni teatrali, 4 in tutta la regione, una raccolta di fondi avviata dagli "Amici di Milvia" la giovane sirolese barbaramente uccisa in India dove svolgeva un'opera di volontariato e assistenza ai bambini indiani abbandonati. Buglioni ha inoltre comunuicato l'adesione di Sirolo al progetto di rete tra i teatri storici delle Marche di cui questo spettacolo è un primo esempio, mentre Berti ha sintetizzato la necessità di passare dall'indagine storica che ha caratterizzato fino ad oggi il Centro Studi alla produzione teatrale.

Ilaria Traditi

 


dal "Corriere Adriatico" del 23 dicembre 2011

 

 

"Parolepotere" in scena al Pergolesi

Jesi -   “Parolepotere” non è solo il titolo dello spettacolo in prima nazionale prodotto dal Centro Studi ‘Piero Calamandrei’ di Jesi in scena alTeatro Pergolesi sabato 14 gennaio alle ore 21, ma è anche un momento di riflessione sulla contrapposizione di due mondi opposti attraverso un secolo e mezzo di storia dei vinti. Il testo, una pièce su idea del presidente del Calamandrei Gian Franco Berti, diventa spettacolo grazie al genio del regista Simone Guerro, la drammaticità degli Onafifetti, il talento della giovane attrice Chiara Caimmi su scenografia di Ilaria Sebastianelli. “Parolepotere si presta a molte letture - spiega Berti - il potere delle parole; le parole contro il potere; chi ha il potere ha anche le parole. In questo montaggio ruvido e in apparenza assurdo, con immagini di benessere e di disperazione, di allegra cecità e patetico appagamento, si confronteranno sulla scena due poli opposti: l'isolamento di una ragazza (Chiara Caimmi) con i suoi problemi dovuti alla giovane età, al precariato e alla solitudine vinta dalla ricerca di un aiuto che non arriva, quasi disturbata dall’appagamento autoreferenziale di tre vecchi che discutono tra loro di una struggente nostalgia (sono gli Onafifetti, nella inedita veste di attori seri). Questo scontro generazionale e di individualità è mediato dalle parole dei grandi 'vinti' della storia della nostra Nazione, attraverso un secolo e mezzo di storia, ovvero i 150 anni dell’Unità d’Italia. Come loro scrivevano dal carcere, la giovane urla al pubblico dalla reclusione della sua stanza senza pareti, libera di una libertà che la uccide”. Lo spettacolo – per il quale il presidente Berti promette sorprese - si rivolge in particolare ai giovani, agli studenti, alle nuove generazioni che spesso il centro studi coinvolge nei convegni e negli eventi. “Come centro studi siamo soggetti al controllo e all’attenzione del nostro presidente onorario Carlo Azeglio Ciampi - aggiunge Berti -. Proprio per questa attenzione, il biglietto dello spettacolo sarà ad un prezzo agevolato per gli studenti (5 euro). Andrò a presentare lo spettacolo nelle scuole superiori. 
Lo spettacolo del 14 gennaio al Pergolesi sarà in anteprima a Sirolo il 6 gennaio e il 13 gennaio a Corinaldo. Info: biglietteria del  Teatro, 0731.206888.
ta.fre.

 

 

 


dalla "Voce della Vallesina" del 18 dicembre 2011

 

 

 


dal "Corriere Adriatico" del 15 gennaio 2012


 

 

 

 


 

da "Il Messaggero - Giorno & Notte" del 16 gennaio 2012

 

 


da "Il Messaggero - Giorno & Notte" del 15 gennaio 2012

 

 



 


foto di Adriana Argalia

 


sabato 14 gennaio 2012

 


dal "Corriere Adriatico" del 09 gennaio 2012


L’altra faccia dell’Unità

“Parolepotere” a Jesi. Atteso un ricco parterre di Vip

Jesi -   Buio in sala. Una voce fuori campo recita alcune frasi tratte dalla Prefazione dei “Malavoglia”: “Solo l’osservatore, travolto dalla fiumana, ha il diritto di interessarsi ai deboli che restano per via, ai fiacchi che si lasciano sorpassare dall’onda per finire più presto, ai vinti che levano le braccia disperate, i vincitori d’oggi, affrettati anch’essi, avidi anch’essi di arrivare, e che saranno sorpassati domani”. 
Inizia così lo spettacolo “Parolepotere”, prodotto dal Centro Studi Calamandrei, in scena per la prima nazionale a Jesi sabato 14 gennaio. 
Subito comprendiamo in che senso le parole annunciate dal titolo non siano quelle del potere, bensì le parole dei “vinti”, dei “deboli”, dei “fiacchi” nella “lotta per l’esistenza”.
In scena c’è una ragazza (Chiara Caimmi), isolata come tanti giovani d’oggi che si battono tra precariato e solitudine. E c’è la meschina allegria di tre anziani (gli Onafifetti), che discutono della loro giovinezza con nostalgica commiserazione, sordi alla disperazione della ragazza. Uno scontro generazionale, mediato dalle parole dei ‘vinti’ nella storia dell’ultimo secolo e mezzo. 
Ma il grande corteo trionfale dei vincitori, la “fiumana”, è qui, in realtà, la “liquidazione del sublime”, per dirla con Sanguineti, là dove la fluidità si spezza in una serie di immagini in cui non vediamo che “vinti”. Il “cammino fatale, incessante” per raggiungere il progresso è grandioso solo se “visto da lontano”.
Da vicino si scorgono le avidità, gli egoismi, le contraddizioni, e quel corteo ci appare ora nella sua forma più lucida di denuncia. Liquidando il sublime, il regista Guerro opera “d’en bas” in una messa in scena senza colori: immagini e parole si fondono come in un quadro di Magdalo Mussio; i formalismi lasciano il posto a una lacerazione capace di svelare solo una galleria di sconfitti.
“Parolepotere” è in questo senso l’altra faccia dell’Unità d’Italia, quella dei più deboli, di coloro che non hanno voce, né diritti. I giovani ad esempio, dei nostri tempi e di ieri, uniti dalla rivendicazione di un futuro che oggi, tuttavia, ha perso la sua più intrinseca promessa e, con essa, i valori a cui appellarsi. Concetti quali libertà, etica, politica, storia, concetti che riempivano le nostre esistenze anche solo fino a quarant’anni fa, sfumano oggi lasciando i giovani preda di un disperato nichilismo, dove il tempo è vuoto e non esiste più un “noi” motivazionale.
Il cammino verso il progresso, disgelato nei termini della “lotta per l’esistenza”, traduce quindi lo scontro di classe, la relazione tra dominanti e dominati, vecchi e giovani, in un conflitto naturale, direbbe Sanguineti, “naturalmente cieco, eternamente cieco, ed eternamente fatale, di vincitori e vinti”. [....]
Valentina Conti


da "Il Messaggero" del 30 dicembre 2011