Home Cose da Jesi - Logica Progetto Scuola arti e mestieri (J)

 

 

Premessa

L’idea si prefigge lo scopo di recuperare, ricostruire e valorizzare un tessuto produttivo minore che è stato alla base della ricostruzione del dopo guerra e trova le sue radici nella vocazione e necessità  delle piccole comunità di avere e poter disporre di conoscenze e capacità di lavorazione e produzione di articoli e oggetti di uso quotidiano.

In una parola lo scopo del progetto è ricostruire il ‘mestiere’.

In Italia, nelle città grandi, medie e piccole, nei centri minori abbiamo visto scomparire tutte quelle figure, dal falegname al fabbro dal calzolaio al muratore, dall’orafo al sarto, che hanno rappresentato, in un epoca relativamente recente, la vitalità e la possibilità di futuro sociale ed economico delle comunità.

Crediamo che per tornare a credere in un futuro socialmente ed economicamente possibile per queste comunità sia necessario riacquisire quelle capacità tecniche e di conoscenza dei materiali utilizzati unitamente alla capacità creativa ed innovativa che i singoli, a partire dalle scuole di disegno tecnico ed artistico per arrivare all’arte manifatturiera, sapranno proporre.

 

La proposta

Riteniamo che sia necessario pensare ad una sorta di ‘alleanza territoriale delle industrie artigiane’ che si proponga una incessante attività per il recupero, la salvaguardia ed una nuova prosperità dell’artigianato artistico sviluppando e promuovendo interessi industriali, manifatturieri e commerciali.

Questa ‘alleanza’ si propone di resuscitare, su iniziativa delle realtà locali interessate, le industrie artistiche scomparse ed i mestieri dimenticati e di incoraggiare nel territorio una ‘voglia’ di ‘rinascimento artigiano’; un ‘ritorno all’identità artigiana’.

Dovrà cercare di assicurare ai nostri artigiani ed ai loro laboratori una prospettiva economica di sicurezza e durata nel tempo.

Sarà necessario promuovere l’urgente necessità di sostituire alle energie isolate ed individuali, fin dal primo momento, un regime di intenti e sforzi comuni, organizzato scientificamente e praticamente con metodo, preveggenza e spirito di progresso.

Un aspetto preminente sarà quello di rimediare alla penuria di artigiani di ‘mestiere’ e di procedere al reclutamento degli specialisti nei diversi mestieri.

Questi dovranno essere in grado di trasmettere le conoscenze e le capacità professionali e artistiche ispirando nuove ‘vocazioni’ sia nei giovani che nei meno giovani.

I laboratori dovranno essere ‘ aperti’, di facile accesso (senza troppe pastoie burocratiche), e potranno remunerare gli allievi.

L’insegnamento dovrà mettere in luce i caratteri di bellezza ed i vantaggi dell’opera artigianale quale prodotto unico e non replicabile.

I canoni da rispettare sia nelle grandi che nelle piccole opere saranno la ricchezza artistica, il senso logico nella realizzazione, l’utilizzo razionale dei materiali, la  praticità ed il confort.

Se si conviene che, oggi, lo studio del disegno, dei materiali e delle tecniche di lavorazione  nelle scuole e nei vari corsi di formazione debba essere seguito da una molteplicità di applicazioni pratiche per le nostre professioni artigiane dobbiamo pensare ad un nuovo modo di praticare il percorso formativo.

Questa alleanza dovrà coinvolgere le piccole industrie da riconvertire, gli artigiani e le scuole di disegno (Licei artistici ed Università).

Sarà indispensabile aprire delle scuole dei mestieri nelle quali l’esercizio pratico sarà corollario incessante dei corsi preparatori siano essi di disegno, di tecniche di lavorazione dei materiali, di modellistica, e di costruzione e realizzazione.

 

Le applicazioni potranno essere:

-         la falegnameria e l’ebanisteria,

-         il ferro battuto e le opere in metallo (tecniche di fusione),

-         la decorazione pittorica e la modellazione plastica (stucchi),

-         la ceramica,

-         la lavorazione dei metalli preziosi,

-         la lavorazione delle pietre e la muratura,

-         la lavorazione e decorazione del vetro

-         la sartoria

-         il bottaio

-         la pelletteria

-         il tessile (seta e baco da seta?)

-         ………………….

 

Tutti gli sforzi andranno rivolti alla educazione della ‘mano’, dell’’occhio’ e del ‘gusto’.

Questo è stato fatto in tempi non lontani ed ha portato l’Italia a rappresentare nel mondo e ad identificarsi come il paese dell’artigianato artistico.

E’ questo che dobbiamo tornare a fare in una ottica di modernità perché ancora sappiamo farlo per arrivare a produrre opere ed oggetti di alto artigianato in senso stretto; oggetti d’arte e quindi unici.

 

Modalità di realizzazione

 

a)      Istituzione dell’’Alleanza Territoriale delle Industrie Artigiane’ sotto forma societaria (quale?) con la partecipazione dei soci fondatori, delle industrie manifatturiere, delle associazioni artigiane, dei singoli artigiani, delle scuole locali (Liceo Artistico, Istituto professionale per l’industria ed artigianato), dell’Università (Facoltà di Architettura, Economia e commercio), degli Istituti di credito o Fondazioni locali, delle Amministrazioni Pubbliche coinvolte (Regione e Comuni sedi delle scuole);

b)      creazione di un centro formativo territoriale per l’insegnamento professionale di arti e mestieri, di corsi di disegno, modellazione, etc., nel quale localizzare il centro o fulcro di tutte le attività che sia centro programmatico, amministrativo, formativo, operativo e commerciale dotato di museo delle opere e delle attrezzature storiche, biblioteca,  collezioni degli oggetti e dei prodotti (tale centro dovrà essere il luogo di raccolta e conservazione di tutte le esperienze degli ateliers satelliti, dovrà organizzare conferenze, pubblicare un bollettino informativo, organizzare dei concorsi, istituire borse di studio, organizzare eventi e mostre espositive, etc.);

c)      creazione di un sistema di scuole di insegnamento professionale di arti e mestieri, di corsi di disegno, modellazione, etc., de localizzate nelle varie località e centri minori (laboratori ed ateliers specializzati nelle diverse applicazioni – uno o più per singolo comune) strettamente interconnessi con il centro territoriale e con le scuole;

d)      istituzione di un centro per la commercializzazione dei prodotti dove sarà necessario formare personale in grado di studiare il le tendenze e le richieste di mercato, assistere i vari centri nella promozione e commercializzazione dei prodotti

e)      istituire una ‘esposizione internazionale dei prodotti artistici della valle Esina dotata di sede permanente, anche all’interno del centro formativo territoriale, che a cadenza annuale o biennale arrivi ad essere il naturale palcoscenico, la ‘vetrina’ sul mondo del nostro territorio o, meglio, il luogo nel quale mostrare la nostra ‘identità’.

Perché ?

I motivi che ci spingono a proporre una tanto complessa iniziativa si basano su due considerazioni:

-  la prima è che, oggi, la nostra realtà territoriale e (forse) l’Italia tutta non può più pensare di combattere una guerra ispirata ad un modello economico cosiddetto ‘globale’ nel quale contano solo i numeri a partire dalla produzione per arrivare ai prezzi; questo per un duplice motivo il primo dei quali è la drastica riduzione della domanda di beni di consumo dovuta alla saturazione dei mercati ed alla delocalizzazione delle sedi produttive, il secondo è l’impossibilità di competere a livello produttivo di beni di largo consumo con i paesi in via di svluppo

- la seconda è di natura qualitativa e si basa (ahimé) sulla considerazione che i consumi stanno già assumendo i connotati della composizione sociale che il mondo va assumendo di pochi ‘ricchi’ e moltissimi ‘poveri’ ( la cosi detta ‘classe media’ si va riducendo drasticamente); questo porta ad assumere come processo storico un probabile ritorno al mondo ottocentesco di tipo pre-industriale .

Quando vediamo che tutti gli organismi preposti (stato, comunità europea, etc.) puntano tutto sull’innovazione e la conoscenza (produttiva la prima e virtuale la seconda) stentiamo a capire e ci poniamo una semplice domanda: ha senso produrre cose, sempre migliori, che non servono o non potranno e non saranno acquistate e non sapere cos’è una persiana (nella sua funzione e nei materiali di cui è composta e come si fa a realizzarla) ? .. quando non sappiano trovare un falegname che la sappia realizzare?

Se pensiamo al nostro territorio ( e Marche, la Vallesina, i Castelli di Jesi) ai centri storici ‘murati’ dei nostri piccoli paesi e proiettiamo nel tempo questa immagine di compostezza, di bellezza e di unicità esso ci si presenta come fonte di preoccupazione.

La preoccupazione deriva da una domanda che ci facciamo vedendo un portone del ‘600 fatiscente, una cancellata arrugginita e divelta, le persiane cadenti, le murature lesionate e le abitazioni abbandonate; questa domanda è: ‘ chi rimedierà, aggiusterà, manterrà in efficienza questa nostra identità?

Forse la risposta può venire da questo tipo di iniziative.

Cerchiamo di recuperare una base produttiva che con l’ausilio di una tecnologia anch’essa da riscoprire e recuperare ci permetta di ‘offrire’ al mercato qualcosa di ‘unico’ come la perfetta riproduzione del portone del ‘600.

Tutto parte dal disegno al vero (1:1) di una ‘zampa di leone’ in legno intagliato (appoggio per una cassapanca) che mio padre falegname portò quale prova di capacità per l’acquisizione del titolo di artigiano falegname

Da sempre la prospettiva di futuro si ha guardando al passato.

 

Principali punti di operatività:

-         Definizione della struttura societaria e del comitato promotore (max 5 soggetti 1 Università, 1 Comuni, 1 Confederazioni, 1 Regione, 1 Enti economici (Banche, Fondazioni etc)

Avrà il compito di ‘garantire’ l’apporto di risorse economiche (anche mettendo a disposizione immobili) e ‘politiche’ per la ricerca e l’ottenimento di finanziamenti europei, statali, regionali, delle associazioni di categoria; nominerà e sarà in rapporto costante con il gruppo operativo (cadenza ……….), controllerà il suo operato etc

Andrà definita la forma societaria  ??????

-         Gruppo operativo di lavoro: 5 tecnici coordinatori e responsabili (io, Riccardo, paola, un legale, un commercialista) che inizialmente dovranno predisporre il progetto in forma conclusa sia nel piano strutturale, funzionale e temporale che economico e di fattibilità

La predisposizione del progetto comporta:

a) uno studio preliminare volto ad individuare le caratteristiche e peculiarità (dal punto di vista della produzione artigiana) del territorio da coinvolgere e che sarà di riferimento (censimento delle strutture artigiane esistenti e funzionanti, delle strutture ancora dotate di attrezzature, anche obsolete (storiche), e non più funzionanti, individuazione dei possibili ‘siti’ o strutture da riutilizzare per lo scopo del progetto

Dati da assumere attraverso le confederazioni dell’artigianato e, localmente, dai comuni partecipi etc,

b) raccolta di dati e contatti personali con i soggetti ‘ditte’ o singoli che rappresentano o hanno rappresentato nel territorio il meglio delle capacità produttive a livello di conoscenza e qualità,

c) verifica della disponibilità di tali soggetti a partecipare a ‘questa’ avventura quali soggetti fondanti e ‘unici’ nell’insegnamento e nella trasmissione della conoscenza del ‘mestiere’,

d) individuazione dei responsabili centrali e periferici degli ‘ateliers’ (sarebbe bene che i singoli artigiani/insegnanti fossero i responsabili operativi affiancati da responsabili ‘amministrativi’ (verificare e snellire tutta la serie di pratiche burocratiche che non permettono ‘operatività’ ..

e)  studiare con le associazioni di categoria la possibilità di superare le difficoltà legislative che regolano i contratti di formazione e lavoro (credo che esistano già studi approfonditi)

-         f) predisporre il piano economico delle necessità da quelle ‘fisiche’ (locali da utilizzare e loro adattamento o recupero) a quelle delle attrezzature necessarie (macchine operatrici)

-         g) valutazione del numero di persone fisiche (giovani, meno giovani, anziani) che potrebbero essere coinvolte (verifica della possibilità di portare un tredicenne nell’atelier)

-         h) pensare studiare e definire (con l’aiuto di persona specializzata) a come si sviluppa la capacità di apprendimento dell’individuo a partite dal compimento della scuola elementare in previsione di istituire corsi estivi di formazione rivolti ai giovanissimi (scuola media e primi anni delle superiori - da svolgere anche durante l’anno scolastico?) per non lasciare nessuna possibilità di ‘scoprire’ una passione ……………..

Da approfondire la possibilità offerte da:

Fondo sociale europeo FSE

Fondo europeo sviluppo regionale FESR (Regione marche asse 5 o V)

Programma  Operativo Nazionale Ricerca e competitività PON (vedi bando MIUR)

 

Jesi, 18/09/2012                                                               Pietro Cacciani