Home Il premio Calamandrei Quaderni del Calamandrei collana "altrasocietà" Antonicelli e Salvemini (QA)

 

 

 

Il Quaderno propone due brevi scritti, conservati nel fondo di carte antonicelliane del Centro Studi Piero Calamandrei: un dattiloscritto autografo di Salvemini che sottopone alcune idee sul Piano Marshall all'amico
Antonicelli e il manoscritto con cui quest'ultimo ricorda l'incontro con il maestro, al suo ritorno dall'esilio americano: un incontro tra due intellettuali, diversi e uguali, "uguali nel porre la cultura al centro del proprio universo spirituale e a fondamento del loro agire politico". Due scritti, due "frammenti" capaci tuttavia di testimoniare "il volto di un Italia da sempre minoritaria, ma che è stata anche - e può ancora essere - lievito di democrazia, di libertà, di civismo".

 

 


 

 

 


 

L’ultimo quaderno del Centro Calamandrei “Antonicelli e Salvemini”, prefazione di Carlo Azeglio Ciampi, postfazione di Silvia Bertolotti, conferma una scelta editoriale, coerentemente sviluppata nei 36 titoli della collana “altra società”, che, attraverso scritti inediti, temi e personaggi del Novecento, ci propone non tanto un contributo alla ricostruzione storiografica, quanto, piuttosto, un tentativo di rischiarare alcuni problemi del presente, di sollecitare domande di oggi a protagonisti, “maestri” di ieri.
Sono testimonianze di elevata pedagogia civile, capaci di rigenerare il, linguaggio e la cultura politica, di testimoniare quel rapporto tra le passioni e la politica, ormai,forse, rimosso e degenerato nella nostra realtà.
Quest’ultimo volume, in particolare, presenta due brevi scritti, conservati nel fondo di carte antonicelliane che il Centro Calamandrei sta valorizzando appieno; si tratta di un dattiloscritto autografo di Gaetano Salvemini, “ecco le idee che vado rimuginando”, con il quale, nel gennaio 1948, lo storico di Molfetta sottopone ad una ristretta cerchia di sodali, lo stesso Antonicelli, I.M.Lombardo, Raffaele Mattioli, Ernesto Rossi, Riccardo Bauer, Ignazio Silone, alcuni suggerimenti per l’utilizzazione dei fondi del Piano Marshall ( il piano di aiuti economici erogati dal governo americano per la ricostruzione post bellica). Salvemini esorta, innanzitutto, a impegnarsi per ottenere che il denaro americano non serva ad aumentare la corruzione politica ed elettorale, vigilando sulla possibile ingerenza del Vaticano ….. impedendo che vada in gran parte a chi ha le braccia più lunghe e lo stomaco più forte ….. (ci ricorda qualcosa?). Nello scritto, Salvemini delinea anche una possibile politica alternativa di utilizzazione dei fondi, che privilegi la scuola, l’educazione, la cultura, la tutela e la promozione dell’infanzia, come perno per la rinascita del paese. Nel secondo scritto del volume, Franco Antonicelli ricorda l’incontro con il maestro al suo ritorno dall’esilio americano.
un incontro, ricorda Ciampi nella sua intensa introduzione, tra due intellettuali diversi e uguali, “uguali nel porre la cultura al centro del proprio universo spirituale e a fondamento del loro agire politico” … due scritti, due frammenti capaci tuttavia di testimoniare il volto di un Italia da sempre minoritaria, ma che è stata anche – e può ancora essere – lievito di democrazia, di libertà, di civismo”.
L’ampia e approfondita postfazione della storica Silvia Bertolotti consente non solo una lettura approfondita dei due documenti, ma, soprattutto, delinea l’itinerario umano, intellettuale, culturale e politico, ricco di significati, di Franco Antonicelli, “un intellettuale gentiluomo, una figura affascinante e complessa all’interno del panorama culturale e politico del Novecento italiano. Scrittore, poeta, saggista, giornalista, esponente politico, editore”.
Il volume è corredato da una serie di foto d’epoca, particolarmente suggestive quelle di Salvemini fotografato da Antonicelli, insieme a Carlo Levi e Barbara Allason; inedita quella dello stesso Salvemini ripreso durante un comizio a Trafalgar Square nel 1924.

B.T.
da “Voce della Vallesina” del 5 ottobre 2014