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comunicato stampa

 

Ci si chiede: gli intellettuali, dove sono finiti? Dove sono finiti gli intellettuali organici e quelli disorganici ? E le foglie di fico ? E gli utili idioti ?
Un tempo c'era uno, un uomo di cultura, un intellettuale tutto politica, tutto partito, che, mentre si firmava Roderigo di Castiglia, magari li insultava chiamandoli mosche cocchiere, ma ne aveva al contempo una tale considerazione che come Segretario del Pci li portava tutti in Senato nella Sinistra Indipendente.

E chi era questo qualcuno? Era Palmiro Togliatti, "il Migliore".
Il cui cinquantenario della morte, nell'insieme, sta trascorrendo senza clamori, a differenza di quello di un altro leader della sinistra, Enrico Berlinguer, di cui si è celebrata la beatificazione nel trentesimo anniversario della scomparsa.
Il Centro Studi Piero Calamandrei di Jesi, continuando senza paraocchi nel suo lavoro di scavo nella memoria, ha chiamato due studiosi dell'Università di Torino, allieva e maestro, Francesca Chiarotto e Angelo dOrsi, ad affrontare, sine ira et studio, la figura di Palmiro Togliatti, appunto, soffermandosi in particolare sul rapporto con Gramsci e l'eredità gramsciana ripresa e sviluppata (secondo qualcuno tradita) da Togliatti, da un canto; e la costante opera di demonizzazione della figura e del ruolo svolto dal 'Migliore', sia in sede storiografica, sia, soprattutto, nel discorso pubblico.

Forse è tempo di dare a Togliatti ciò che è di Togliatti, senza furori iconoclastici, esaminando criticamente la sua opera, il suo ruolo, sia nella storia del comunismo internazionale, sia nella storia dell'Italia repubblicana di cui è stato, bisogna ricordarlo, uno dei padri fondatori.
I due storici torinesi lo faranno Venerdì 21 Novembre alla Galleria degli Stucchi di Palazzo Pianetti (Pinacoteca), alle ore 17,30.

Nell'occasione, copia del quaderno del Calamandrei, fresco di stampa, del Prof. Angelo d'Orsi, sul tema degli intellettuali e il fascismo, sarà omaggiato ai presenti.

Centro Studi Piero Calamandrei