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A proposito di società civile e comitato del "si"

 

LETTERA DI GIAN FRANCO BERTI
AGLI AMICI INDUSTRIALI
PROMOTORI DEl COMITATO DEL SI


La coincidenza è proprio singolare: mentre noi del 'Calamandrei', associazione culturale, iniziamo la distribuzione agli studenti maturandi del nostro minisaggio LE PAROLE DELLA COSTITUZIONE, voi, società civile, promuovete il comitato per il Sì.

A scanso di equivoci, chiarisco. Non volendo prendere posizione per il Sì o per il No, ci interessava e ci interessa sottolineare un aspetto che può apparire secondario ma che secondario non è: la chiarezza del linguaggio della carta fondamentale, la comprensione da parte di tutti di quanto c'è scritto. Quindi, non un giudizio di valore sui principi e sulle disposizioni, non sul contenuto, ma su come sono stati scritti, sulla forma.

Ora, chiedo a voi che siete stati definiti 'società civile': al di là del senso delle modifiche, non dovrebbe essere un dovere del riformatore di avere l'attenzione alla chiarezza e comprensibilità della nuova regola, così come i costituenti del '46-'47 l'ebbero per la norma che si va a riformare?

Non molti sanno che in quell'occasione affidarono a Concetto Marchesi e ad un paio di scrittori la lettura dei testi che venivano approvati, affinché la relativa stesura risultasse chiara a tutti. A TUTTI i cittadini.

Nel mentre voi vi schierate per le modifiche, è troppo chiedere, e ve lo chiedo da amico e sodale di tanti momenti confindustriali, è troppo chiedere che voi pretendiate che il nuovo testo sia altrettanto chiaro e comprensibile del vecchio?

Perché vedete, le cose non stanno così. E ve lo dimostro con la riproposizione che vi allego dell'art. 70 vecchia e nuova maniera; così come il 'Calamandrei' sta facendo con un pannello che facciamo girare per le scuole, insieme al nostro 'quaderno'.

Se la forma è sostanza, come dicono i giuristi, la chiarezza è democrazia, come pensano i cittadini.

Contando su una vostra attenta disponibilità, vi saluto caramente.

Gian Franco Berti
maggio 2016