Home Cose da Jesi - Logica Progetto Monumento a Federico II. in Jesi

 

 

 

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Data:15/10/2016 20:39 (GMT+01:00)
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Cc: "Bacci dott.Massimo"

 

Oggetto: Monumento a Federico II in Jesi


Spett
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche
Piazza del Senato 15 - 60121 ANCONA


Jesi, 15 ottobre 2016

Egr. Direttore Arch. Dott. Carlo Birrozzi,

sono 25 anni che combattiamo in solitudine una battaglia prima contro l'idea stessa di celebrare Federico II, a fine'900, con un monumento ottocentesco; quindi contro la erezione e collocamento della brutta statua microcefala nella piazza omonima. Ottenemmo a suo tempo l'attenzione di codesta Soprintendenza che, almeno, volle tenerla fuori della porta di ingresso al Centro Antico.

Adesso, un provincialismo benpensante di ritorno sta muovendo mari e monti per il trasferimento del brutto manufatto nel cortiletto di Palazzo Ghislieri in Piazza Federico II, ritenendolo un fatto privato in luogo privato, anche se andrà a deturpare il piccolo cortile, la bella facciata del Palazzo citato, la finora incontaminata pulizia estetica del fianco della Chiesa di S.Floriano, appesantendo comunque la piazza intera di una sovrastruttura brutta, fuori tempo, fuori luogo.

Secondo noi, e qualche celebrato studioso/architetto che nel tempo abbiamo coinvolto, la statua dovrebbe essere rimossa addirittura da dove si trova ora, danneggiando uno degli angoli più significativi di Jesi, il Montirozzo; si dovrebbe imporre agli eredi del proprietario di portarsela a casa propria; al massimo, potrebbe essere collocata al fondo di Viale Trieste che oggi, dopo la demolizione e spostamento della stazione ferroviaria, muore sui binari, come fosse un'incompiuta.  Il saluto del suo figlio più eccellente ai visitatori frettolosi che arrivano in città, potrebbe anche starci.... specialmente se attorniato da quattro belle piante e altrettante panchine che lo confondano.

Egregio Direttore, non c'è opinione pubblica, ammesso e non concesso che ci sia, che tenga: un centro storico, una piazza pregevole non possono essere violentate dalla non cultura da strapaese e solo per l'appagamento di un presunto desiderio di turisti tedeschi, ai quali non si fa evidentemente credito di buon gusto e di senso estetico.... e non si capisce con quale titolo li si denigri "a prescindere".

A Lei, nella qualità di garante, e alla Sua sensibilità, ci rivolgiamo per la tutela di quanto ci spetta.

Nel ringraziarLa per l'attenzione e dichiarandoci a disposizione per qualsivoglia chiarimento, ci è gradita l'occasione per inviare distinti saluti.

Gian Franco Berti
Presidente
Centro Studi Piero Calamandrei


 


 

Da: "Prof. Armando Ginesi"
Data:21/10/2016 16:21 (GMT+01:00)
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Oggetto: R: IL CALAMANDREI ALLA SOVRINTENDENZA PER LA STATUA DI FEDERICO II

Caro Franco,

in passato, più volte, sono intervenuto sul tema dell’obbrobrioso “monumento” a Federico II, direttamente o perché invitato da qualche quotidiano. Ma di quel penso io, come tu ben sai, a Jesi se ne fregano altamente. E’ uno scempio incredibile che soltanto l’ignoranza, di natura artistica e non solo, può legittimare.
Jesi vuole questo. E questo si abbia.
Circa il coinvolgimento della Soprintendenza, preferisco lasciar perdere. In Italia quello che vale a Enna viene smentito a Bergamo e viceversa. E poi di arte contemporanea non ne capiscono un accidenti di niente. Come gran parte della popolazione, del resto, che non sa vivere il proprio tempo, non ne riconosce i segni perché a livello evolutivo arretra sempre più. Come dice Massimo Cacciari, in questo preciso momento storico, c’è un evidente e preoccupante deficit di pensiero a livello planetario. Figurati in queste contrade.
Non servirà a nulla, ma se credi, utilizza pure la presente come vuoi. Federico II è stato un personaggio di tale levatura intellettuale , politica e creativa da non meritarsi proprio l’orrore di essere tramandato in effigie ai posteri, da parte della sua  città natale, così come stanno facendo. Ma tant’è: non si può cavare il sangue dalle rape.  Io più che chiedergli scusa a nome dei miei ex concittadini non posso fare.
Un caro saluto.
Armando Ginesi

 


dal "Corriere Adriatico" del 27 ottobre 2016

 




 

 


da "Il Resto del Carlino" del 27 ottobre 2016

 

 


 

 

 

Al dott.

MASSIMO BACCI
Sindaco di Jesi

 

 

Egr. Sig. Sindaco,

Leggo sui giornali che l’Amministrazione Comunale intende spostare la statua di Federico II per collocarla nell’omonima piazza nello spazio antistante il palazzo Ghislieri.
Mi permetto di esprimerLe il mio dissenso. Per diverse ragioni, ma anzitutto estetiche: una statua di tali dimensioni posta in quell’angolo, tra gli edifici colà esistenti, credo costituisca una disarmonia grave.
Già un errore fu fatto quando si collocò in piazza Federico II l’obelisco nato in piazza della Repubblica: non aggiungiamone un secondo!
A mio modesto avviso sarebbe bene che la statua rimanesse nell’attuale sito, valorizzata e valorizzante le mura cittadine accanto ad una importante porta di accesso alla città (semmai è stata collocata in posizione troppo arretrata). Si potrebbe darne diverse letture: Federico II, in una porta di accesso, a protezione della sua città. Oppure: Federico II dalle mura della sua città natale con lo sguardo rivolto lontano, al mondo che conquistò anche con la cultura. Ecc. ecc.
Il problema semmai è quello di valorizzare il sito in cui la statua è ora collocata, con pavimentazione e illuminazione diverse (sostituendo l’attuale orribile recinzione), con opportuna cartellonistica collocata nei diversi punti della città. Tutte cose credo finora non fatte perché l’attuale collocazione è stata sempre considerata provvisoria.
Se Lei ponesse fine a questa provvisorietà sarebbe una saggia decisione.
Con la speranza di stimolare un ripensamento porgo i miei più cordiali saluti.

Aroldo Cascia

Jesi, 26/02/2015

 

PS: Affinché non sorgano equivoci: non ho partecipato personalmente né a far realizzare l’opera né a  deciderne l’attuale collocazione.

 


COMUNE DI JESI


Egr.. Sen.
AROLDO CASCIA

 

Caro Senatore,

le posso assicurare che l’Amministrazione Comunale di Jesi , per il momento, non intende spostare  alcunché. Si è solo impegnata - su esplicita richiesta del Consiglio Comunale - di verificare la fattibilità tecnica ed economica dell’eventuale spostamento della statua di Federico II, tenuto conto che il palazzo Ghislieri è stato individuato quale sede del museo Stupor Mundi di prossima realizzazione.
Personalmente ho tutte le mie riserve ed anzi condivido assolutamente il suo suggerimento a dare la piena valorizzazione del sito dove oggi la statua è collocata. Ma come mi insegna, in democrazia occorre tener presente gli atti di indirizzo del Consiglio Comunale.
Dunque, senza forzare la mano, intanto valutiamo sotto il profilo logistico ed economico l’operazione, poi con il conforto di dati ufficiali possiamo eventualmente ragionare su come coinvolgere il Consiglio
Comunale per individuare un atto di indirizzo con la migliore soluzione possibile.
Cordiali saluti

Il Sindaco
Massimo Bacci

Jesi, 4 marzo 2015

 

 


da "Voce della Vallesina" del 29 ottobre 2016

 

 

 

 

 

 


dal "Corriere Adriatico" del 21.10.2016

 

 


 

dal  "Resto del Carlino " del 21.10.2016

 

 


 

dalla "Voce della Vallesina" del 9 ottobre 2016

 

 


 

 

 

 


 

SPOSTIAMO ALLA STAZIONE

LA STATUA DI FEDERICO II

 

Sono 20 anni che stiamo zitti sul "monumento" a Federico II. Avevamo fatto a suo tempo la nostra battaglia contro, e l'abbiamo persa. Avevamo sostenuto con il parere di studiosi ed esteti che non si celebra qualcuno alla fine del secondo millennio erigendo monumenti ottocenteschi, e abbiamo perso. Sostenevamo che se qualcuno aveva il cattivo gusto di fare "quel" monumento, doveva avere il pudore di tenerselo nel giardino di casa propria (che oltretutto si prestava bene!), e abbiamo perso. Avevamo sostenuto a quel tempo che posizionare la statua fuori Porta Bersaglieri non andava bene, e non perché era fuori porta, ma perché sporcava uno degli scorci più belli di Jesi, quello del Montirozzo; ci fu garantito che sarebbe stata una sistemazione provvisoria. È ancora là!
La statua, pure brutta, è stata fatta, è stata appioppata alla Città, è stata piazzata dove ne sporca la cartolina.
Adesso Vittorio Massaccesi suona le trombe e le campane della Voce della Vallesina e chiama a raccolta  arditi e benpensanti di cattivo gusto per portare l'obbrobrio in Piazza Federico II, sia pure nel cortiletto di Palazzo Ghislieri, ma pur sempre Piazza Federico II, già aggravata dall'obelisco e dai leoni; rifacendosi alla "provvisorietà" della decisione della Soprintendenza (vero! ma non nel senso che lui intende) e ricordando un referendum cittadino (fasullo! ).
Noi non ci stiamo! E per dimostrare che vogliamo essere costruttivi, suggeriamo queste 3 alternative, messe in ordine decrescente di valore, secondo il nostro parere:
1^- il Comune impone al proprietario di venirsi a ritirare la "sua" statua, con l'obbligo di farne quello che vuole, ma a casa sua;
2^- il Comune fonde la statua e ci fa un "caldaro" gigante per una pantagruellica polentata cittadina per il Corso;
3^- visto che, dopo l'abbattimento della vecchia stazione, Viale Trieste muore sui binari della ferrovia, il Comune piazza la statua a fondo viale, dandogli un senso di compiutezza; con due piante e quattro panchine offrirebbe ristoro ai pensionati della zona; dal proprio ufficio stampa fa "vendere" la scelta come il desiderio di una comunità di salutare chi arriva a Jesi con il suo figlio più eccelso.
Ma, poi, basta!

pubblicato da " Il Resto del Carlino" di domenica 14 febbraio 2016


dal "Corriere Adriatico" dell' 8 ottobre 2007

 

 

A COLLOQUIO CON
MASSIMO IPPOLITI,
IL RESTAURATORE DELLA FONTANA DEI LEONI

“LA STATUA DI FEDERICO II RESTI DOV’E”


JESI – Come tradizione qualcuno ci lancia le monetine. I turisti passano, si fermano e la fotografano. Ma è poi così bella? Tant’è. I bambini hanno ricominciato a giocarci attorno e le bancarelle del mercato ad agganciare i tiranti degli ombrelloni. Tutto normale, ma non più come prima, quando il nero e l’incuria l’avevano ridotta un lontano ricordo del monumento che era. La Fontana dei Leoni sembra aver riconquistato proprio tutti dopo il restauro e l’inaugurazione avvenuta circa un mese fa.

“Questi gesti – spiega Massimo Ippoliti, restauratore del monumento – stanno a significare che la città se ne sta riappropriando, come sta riconquistando la piazza stessa”. Dice no, Ippoliti, alla statua di Federico II in piazza della cattedrale. Dopo dunque aver lavorato sei mesi al recupero della fontana Massimo Ippoliti, 47 anni, di professione anche scultore, si dice soddisfatto del lavoro compiuto e con i suoi occhi da addetto ai lavori si abbandona ad una chiacchierata tra la Jesi che c’è e quella futura.

“Non nascondo – dice – che questa città ha bisogno di interventi, Jesi è una città dinamica, conosciuta dai più per il suo valore economico. Meno per il suo patrimonio artistico-architettonico che invece meriterebbe un riconoscimento maggiore ed una rivalutazione, soprattutto per quanto riguarda il centro storico, bellissimo”.

Racconta di borghi, più piccoli ma che hanno saputo puntare e valorizzare la parte più antica del nucleo urbano attraverso maggiori servizi, ricettività e verde.

“Io comincerei – confessa – dalle piazze. Questo infatti è il luogo dove visivamente ci si accorge di tante cose, dove confluiscono le strade, dove si sentono i commenti, le parole delle persone e dove si accentua lo stato delle cose”. E Ippoliti pensa già a come sarà piazza Federico II, ora che il suo recupero è iniziato. Proprio con la fontana.

“La parte più accattivante di questa struttura si ha quando si proviene da via degli Orefici: man mano che la percorri cominci piano piano a scoprire la fontana. Per me è la parte più bella anche perché si comincia a sentire il rumore dell’acqua che ha ridato vita a tutta questa zona”. Ma Ippoliti si lascia andare a qualche commento: In negativo. “Sarebbe un peccato se nella piazza della cattedrale si aggiungesse la statua di Federico II, come il sondaggio effettuato con i cittadini prima dell’estate ha però decretato. Penso che sia un errore”. E allora dove collocarla, domandiamo. “Il posto giusto sarebbe quello che già occupa, accanto a porta Bersaglieri. In piazza del duomo sarebbe un vero errore perché l’immagine è frontale e si valorizza al meglio se posta in una nicchia. Senza poi pensare al suo peso, circa 115 quintali. Potrà il luogo dove dovrà essere collocata sopportare questo peso? Mi chiedo in questo senso se siano stati fatti degli studi per verificare la consistenza del terreno in quella parte della piazza che si affaccia su via del Fortino”.

Dunque, la discussione sulla statua di Federico II che lo stesso Ippoliti ha ingrandito sul modello del bozzetto di Benedetto Robazza e Herman Schwahn, è ancora aperta. E intanto la piazza ha recuperato la sua fontana …………………………………………………..….. .

Carla Troiani