Home Eventi Teatro & Cinema La Veglia a Benicarlò

 

 

Letture sceniche tenute:

il 28 ottobre 2016
al Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Jesi

il 3 novembre 2016 
all'ITC e Geom "Pietro Cuppari" di Jesi

il 4 novembre 2016 
al Liceo Classico "Vittorio Emanuele II" di Jesi

l' 11 febbraio 20 17
all'ITIS "Galileo Galilei" di Jesi



 

 

“ Lettura teatrale proposta e organizzata dal Centro Studi
Piero Calamandrei di Jesi
che vuole celebrare così,
con l’80esimo anniversario della Guerra di Spagna ( 1936 ),
il 70esimo della Repubblica Italiana ( 1946 ).

Tratto dalla VEGLIA A BENICARLO’
di Manuel Azaña, che fu il Presidente spagnolo
ai tempi della rivoluzione, della guerra civile.

È un viaggio ideale che alcuni personaggi
fanno dialogando fra loro.
È un colloquio in cui sono espresse  tutte le passioni della
Spagna, i temi contraddittori, le opinioni in conflitto.
Qual'è il conflitto maggiore? Dove è la ragione?
c'è qualcuno che ha ragione? o niente si salva con
la guerra? Ecco cosa vuole salvare Azana:  "Oggi vi  dico
per la Spagna, dico per tutti i popoli, per tutti gli uomini:
l'indipendenza di giudizio".

Commenta Franco Antonicelli,
uno dei 'maggiori' del Centro Calamandrei:
"Non bisogna mai dimenticare che al di sopra
delle parti c'è la nazione, che al di sopra della nazione
c'è l'umanità, che al di sopra dell'umanità
c'è la dignità dell'uomo, che è indipendenza di giudizio".

Il compianto Carlo Azeglio Ciampi,
a commento di questa iniziativa
del Calamandrei, ha parlato di "pedagogia civile".


 

 

CRONOLOGIA ESSENZIALE

 

1936 febbraio – Successo elettorale del fronte Popolare che riunisce i partiti di sinistra. Presidente del consiglio è il repubblicano M.Arzaña, che nel giugno viene eletto presidente della Repubblica.
1936 luglio – Assassinio del deputato monarchico Calvo Sotelo da parte della polizia. – Rivolta militare nel Marocco spagnolo, capeggiato del generale J.Sanjuro (capo designato dai rivoltosi, che muore però in un incidente aereo), E.Mola, G.Quelpo de Llana e Francisco Franco. – Costituzione di una giunta militare a Burgo.

1936 agosto – Il presidente del consiglio francese Leon Blum propone un accordo di non intervento in Spagna, mentre i nazionalisti conquistano Badajoz.

1936 settembre – Costituzione del nuovo governo repubblicano diretto dal socialista F.Largo Caballero. – Francisco Franco diviene capo unico della giunta militare.

1937 febbraio – I nazionalisti conquistano Malaga con l’aiuto del Corpo Truppe Volontarie inviato dal governo italiano, che nel marzo è sconfitto a Guadalajara dalle Brigate Internazionali.

1937 aprile – Aerei della Legione Condor tedesca bombardano a tappeto la città basca Guernica.

1937 maggio – Scontri tra comunisti ed anarchici a Barcellona; Largo Caballero è sostituito a capo del governo dal socialista di sinistra J.Negriz.

1937 giugno – I nazionalisti conquistano Bilbao e occupano le Asturie e le Province Basche.

1937 ottobre – I nazionalisti conquistano Gijon, completando l’occupazione della parte nordoccidentale della Spagna.

1938 novembre – Le Brigate Internazionali vengono ritirate del fronte.

1939 gennaio – I nazionalisti conquistano Barcellona

1939 febbraio – Il governo di Franco è riconosciuto dalla Francia e dalla Gran Bretagna. – Azaña, rifugiatosi a Parigi, rassegna le dimissioni.

1939 marzo – I nazionalisti entrano a Madrid ponendo fine alla guerra civile. Franco annuncia la fine della guerra.
In totale i morti furono più di un milione

 

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Gli intellettuali nella Guerra Civile Spagnola


I maggiori esponenti della cultura si schierarono a fianco
del legittimo governo repubblicano, fra questi:


Ernest Hemingway, George Orwell, Virginia Wolf,
John Steinbeck, John Dos Passos, Garcia Lorca,
Pablo Neruda, Rafael Alberti, Andrè Malraux,
Gerges Bernanos, Simone Weil, Robert Kapa,
Pablo Picasso, Mirò, Guttuso, Sassu, Bertolt Brecht.


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Avevo un fratello aviatore.
Un giorno, la cartolina.
Fece i bagagli, e via,
lungo la rotta del sud.


Mio fratello è un conquistatore.
Il popolo nostro ha bisogno
di spazio. E prendersi terre su terre,
da noi, è un vecchio sogno.


E lo spazio che s’è conquistato
è sui monti del Guadarrama.
È di lunghezza un metro e ottanta,
uno e cinquanta di profondità.

Bertolt Brecht


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“… resta come il documento più alto dello «stato d’animo»

di colui che ne è stato il massimo protagonista;
all’apice dello Stato, a rappresentarne la legalità, il diritto,
e con una forza morale e intellettuale unica più che rara”

Dalla prefazione di Leonardo Sciascia

 

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