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Piero Calamandrei

(Firenze 1889 - 1956)

Si laureò in legge a Pisa nel 1912. Insegnò nelle Università di Messina, Modena, Siena e, dal 1924 Firenze. Partecipò alla Grande Guerra come ufficiale, si congedò con il grado di capitano; successivamente fu promosso tenente colonnello.
Subito dopo l’avvento del fascismo fece parte del direttivo della Unione Nazionale fondata da Giovanni Amendola, impegnandosi attivamente nel movimento antifascista.
Fondò con Gaetano Salvemini, i fratelli Rosselli ed Ernesto Rossi il Circolo della Cultura.
Durante il ventennio fu uno dei pochi professori universitari che non chiese la tessera del PNF.
Con Francesco Carnelutti ed Enrico Redenti fu tra i principali ispiratori del Codice di Procedura Civile del 1940 dove trovarono applicazione gli insegnamenti fondamentali della scuola di Chiovenda.
Si dimise dall’incarico di professore dell’università per non sottoscrivere una lettera di sottomissione al “duce” richiestagli dal Rettore. Collaborò alla rivista clandestina Non Mollare, nel 1941 aderì al movimento Giustizia e Libertà e nel 1942 fu tra i fondatori del Partito d’Azione.
Nominato nel 1943 Rettore dell’Università di Firenze fu colpito, dopo l’8 settembre, da un mandato di cattura per cui iniziò il suo incarico solo nel 1944, ad avvenuta liberazione di Firenze. Nel 1945 fondò la rivista politico-letteraria II Ponte.
Presidente del Consiglio Nazionale Forense dal  1946, fece parte dell’Assemblea Costituente in rappresentanza del Partito d’Azione. I suoi interventi nei dibattiti ebbero larga risonanza.
Nel 1948 fu deputato per Unità Socialista; nel 1953 partecipò alla fondazione del movimento Unità Popolare insieme a Ferruccio Parri, Tristano Codignola ed altri. Si battè, in Parlamento e fuori, per l’attuazione della Costituzione, per la distensione e l’unità europea.
Fu accademico dei lincei, direttore della Rivista di diritto processuale, della rivista  Il foro toscano e del Commentario sistematico della Costituzione Italiana.