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Un vecchio ma attuale articolo pubblicato da "Voce della Vallesina"

 

A PROPOSITO DEL MONUMENTO A FEDERICO II

Nel corso del dibattito promosso di recente da Il Resto del Carlino sulla collocazione del monumento a Federico II, gli artefici sul piano politico e tecnico del ”referendum popolare” del 2007 hanno dichiarato  che la statua potrebbe essere spostata in piazza perché non c’è nessun problema di staticità del terreno per la “location sopra la balaustra”. Anzi ora si sarebbe aggiunta la possibilità di una nuova collocazione nella seduta circolare “adibita a giardino incolto” e il costo dell’operazione  non supererebbe i tremila euro. Soprattutto si è ribadito che esiste “ un atto ufficiale del Consiglio Comunale  tuttora valido”.“Qual è allora il vero problema?” ci si chiedeva dunque giustamente.  A mio parere, è che la statua di Robazza non è dignitosa per la nostra piazza dedicata allo Stupor mundi. Per ragioni estetiche, ma anche strutturali. Se infatti nella sua attuale collocazione si presenta come un manufatto piuttosto (cioè molto) modesto, in piazza diventerebbe indecoroso. Ne verrebbero ulteriormente evidenziati tutti i limiti che si porta dietro fin dal suo “concepimento”, come dimostra il bozzetto (ben poco) originale - trovato e fotografato presso un privato - che è tanto convenzionale da rasentare la banalità e che il prof. Ippoliti con la sua tecnica indiscussa ha cercato di sviluppare in “bella copia”: ma sempre copia doveva rimanere ed è rimasta.

Tra l’altro la scultura è sopportabile solo a una visione frontale (e fugace, di passaggio). Ma guai a girarle intorno, a guardarla da diversi punti di vista. Perciò intronizzarla in piazza, sopra la seduta circolare, con quel suo basamento appesantito da elementi eterogenei, significherebbe metterla sotto i riflettori impietosamente e grossolanamente. Facendo così un pessimo servizio alla statua stessa, ma soprattutto rovinando la piazza, i suoi equilibri, le prospettive, le geometrie, la pulizia e il rigore recuperati con il recente intervento ( a proposito, che ne dice il progettista, l’architetto Morgante?).

Nell’altro punto della piazza, avanti alla balaustra (perché “sopra” è assurdo, se non altro per le dimensioni), la scultura verrebbe schiacciata dall’alta facciata del palazzo retrostante e tagliata da quella fascia orizzontale in pietra, molto marcata e pregevole,costituita dalla balaustra che pure va salvaguardata da ogni accostamento improprio. Insomma la statua risulterebbe un corpo estraneo, depositato lì al margine, senza nessun nesso. E questo sarebbe il sito che ha “vinto” il referendum .

Ma siamo sicuri che una scelta di questo genere possa essere oggetto di  referendum? Meno male

se si trattasse di decidere se fare o no il monumento o, al limite, se conservarlo o fonderlo…Di dove posizionarlo se ne può discutere a tutti i livelli; ma, a mio parere, alla fine i politici e i tecnici di competenza debbono assumersi le loro responsabilità e decidere, magari rendendo pubbliche le loro valutazioni e motivazioni . E, finché si è in tempo, una delibera si può legittimamente modificare con un’altra…

Purtroppo quell’opera non è stata progettata né per piazza Federico II né per un altro sito specifico, ma solo secondo un certo stereotipo di monumento, a prescindere dallo spazio in cui collocarla: il che ne ha  pregiudicato l’esito in partenza. A questo punto però concordo con chi ritiene che sia preferibile lasciarla dov’è. Tra l’altro ha intorno una scenografia ideale, che non la nasconde (come qualcuno lamenta) ma neanche la evidenzia troppo. E in questo modo la valorizza come un “oggetto di scena”  o  come  un figurante del Pallio in posa davanti a un fondale suggestivo, con le mura castellane e la porta, il torrione, i camminamenti, gli alberi, la vegetazione, il prato (magari da custodire meglio)… Una presenza discreta, che non mi pare disturbi più di tanto in quell’angolo da “cartolina di Jesi” (così è stata definito), anzi forse lo rende più pittoresco.

Per la piazza invece andrebbe ripresa la bella idea che, ricordo, diversi anni fa venne lanciata da quel signore intelligente e appassionato che era Massimiliano Gatti, presidente del Centro Studi Calamandrei : bandire un concorso internazionale per le porte bronzee nell’ex chiesa di San Floriano, da dedicare (anche figurativamente) a Federico II. Impreziosirebbe la piazza senza alterarla.

I finanziamenti? Sono convinto che, anche di questi tempi, per un’opera così si potrebbero trovare.

Franco Cecchini

Pubblicato su Voce della Vallesina 13.11.2011