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Alcuni giudizi degli spettatori

NON UNA DI MENO Jesi - Ieri sera il Teatro Pergolesi era pieno di gente, molti giovani! Il messaggio è arrivato...per interrompere la violenza domestica sul nascere occorre averne consapevolezza, capirla ed attivarsi dal * PRIMO SCHIAFFO , senza minimizzare, sottovalutare , giustificare e perdonare.Comunicare questo con uno spettacolo ben fatto e ben recitato ha lasciato  una traccia emotiva forte e indelebile ... La strada è lunga e tortuosa ma Non Una di Meno Jesi ci sarà!!
SERENA GAMBELLI - ...ieri ho assistito allo spettacolo teatrale Edera Velenosa, monologo di denuncia sulla violenza di genere e il femminicidio. Oggi tralascio i dati inquietanti sul numero di vittime che non tutti di noi conoscono, tralascio anche gli aspetti emotivi e psicologici dell'enorme problema. Lo spettacolo è  bello intenso poetico e simbolico. Mio figlio di 14 anni lo ha visto con la scuola ieri mattina e sinceramente ero dubbiosa di quello che avrebbe potuto cogliere....ma come sempre mi ha stupito dicendomi "mamma è molto bello e...mi raccomando guarda i piatti....." A chi non ha visto lo spettacolo questa precisazione non dira' granché ma per me è stata la conferma di come il linguaggio simbolico arrivi dritto al cuore...il linguaggio delle fiabe e delle leggende supera qualsiasi critica intellettuale. I piatti simbolo nella storia del legame di lei con le sue origini femminili, elemento carico di emozioni di vita trascorsa, ricordo di fanciulla....si...proprio quando l'accanimento violento arriva lì. ..a voler distruggere massacrando con ferocia tutto questo.... Avviene il risveglio e...il riscatto. È stato bello vedere insieme uno spettacolo dal tema così importante per tutte le donne...è stato bello sapere che c'eri anche se l'avevi già "visto" prima di me ❤ Grazie Franci
ANTONELLA TIMPANO -Spettacolo toccante. L’avrei reso obbligatorio da vedere agli studenti tutti per poi essere commentato in classe, da ogni simbolismo scenico fino ad arrivare alla cruda cronaca. Ho  notato con dispiacere che la presenza maschile nei  ragazzi in sala era molto molto ridotta.
LUIGINA LAMPACRESCIA -Complimenti lo spettacolo è proprio ben fatto mi ha risollevato.

OSVALDO PIRANI - Il monologo ci è piaciuto molto, qualche piccola sbavatura ma ininfluente rispetto all'emozione che l'attrice ha saputo trasmettere. 
SABRINA VALENTINI (Liceo Classico) - Complimenti! È stato veramente bellissimo! L'attrice eccezionale! È riuscita a passare dal registro comico iniziale al tragico, in un crescendo ricco di pathos ed emozioni. Mi è piaciuto tantissimo! 
MARIA CRISTINA CASONI (Liceo Economico Sociale) - I miei alunni sono rimasti molto colpiti dallo spettacolo. Sono entusiasti di "Edera velenosa"!! Io penso che il testo sia ben scritto e la recitazione molto coinvolgente.
ELISABETTA GALEAZZI (Liceo Artistico) - Poi farò sapere l'opinione dei ragazzi più piccoli. Le alunne di quarta, che hanno già sperimentato attività legate alle scenografie hanno apprezzato l'allestimento. E anche la recitazione nei momenti di maggior pathos 
ALESSANDRA CATALANI (Liceo Scientifico) - Da una ricognizione veloce emerge che i ragazzi sono molto soddisfatti: il lavoro è piaciuto, ha colpito, ha fatto parlare. Il linguaggio era assolutamente adeguato a loro e il messaggio è arrivato. Grazie di tutto.
FEDERICA BIONDI (regista cinematografica) - Lo spettacolo di stasera è stato ben studiato per l'immediatezza dei contenuti. Molte scolaresche che l'hanno visto ne hanno giovato di certo. Molto giovane. Molto frizzante. Complimenti! 
SABRINA Lo spettacolo di  venerdì mi è piaciuto molto. Ben recitato ed emozionante. Uno spaccato di vita purtroppo sempre più attuale messo in scena con un ottima scelta di luci e scenografia. Non nego di essermi anche commossa. 
MARIA GRAZIOSI "Venerdì,23 marzo ,allo spettacolo "Edera velenosa", li abbiamo visti, le ragazze ed i ragazzi delle scuole superiori del territorio, li abbiamo sentiti sorridere alla scena frizzante e giovanile della discoteca e li abbiamo immaginati muti a riflettere sul tema eterno, di ieri e di oggi, della violenza sulle donne. 50 minuti di linguaggio teatrale essenziale,immediato,capace di trasmettere condivisione ed emozione; monologo recitato e direi "vissuto" con intensità dalla brava attrice Venusia Zampalioni. Vorrei augurarmi che i presenti, in particolare i giovani, abbiano colto il messaggio chiaro del regista, che mette in bocca alla protagonista queste parole: "Denuncio me stessa per avermi fatto del male". Nessuna giustificazione, nessun perdono nè per le vittime nè per i barbablù. Questo è il teatro "utile",e pertanto non possiamo che ringraziare gli organizzatori, in primis il benemerito Circolo Calamandrei. 
STELLA FAUZIA (IV B Liceo Artistico) Edera Velenosa: uno spettacolo con un nobile intento ma reso insopportabile dagli stereotipi di genere. Il primo cliché a tratti vagamente offensivo è quello della protagonista che cerca il "principe azzurro" e lo trova in una discoteca. Siamo nel 2018: trovarmi una ragazza che crede ancora in questa favola inculcataci fin da bambine mi pare eccessivo. Una logica simile potrebbe funzionare se fossimo ancora nell'800 dove l'unica ambizione femminile era sposarsi e far figli. Tralasciando le doti recitative dell'attrice che forse per l'emozione "mangiava" intere parole distraendo lo spettatore dalla trama, ho trovato eccessivamente forzati i dialoghi fra la protagonista e l'uomo che viene inizialmente descritto come uno scrittore affascinante e premuroso che in fine si dimostra essere violento ed iracondo. Trama trita e ritrita: la donna fragile in balia del "padre padrone" diventato il suo compagno. L'unica novità apportata da questo spettacolo è la condizione della vittima che reagisce al suo aguzzino con la violenza e spero con tutto il cuore di aver recepito male il messaggio secondo il quale, invece di denunciare subito l'atto, bisognerebbe invece rispondervi. Chiedo in fine al cordiale sceneggiatore che avuto la pazienza di leggere queste righe di evitare in futuro stereotipi così eccessivi in rappresentazioni teatrali il cui scopo dovrebbe essere la sensibilizzazione del pubblico e non l'indignazione generale.