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dal sacco senza fondo di Franco Antonicelli
CARA NATALIA - LETTERE, APPUNTI, RICORDI INEDITI
DI E SU  LEONE GINZBURG  
Franco   Antonicelli, Norberto Bobbio, Augusto Monti 
(pp.80 -giu.2008)

 

 

Ci credereste? Lettere autografe ed inedite dal carcere di Leone Ginzburg a Natalia, un dattiloscritto originale di Norberto Bobbio, un inedito purtroppo monco di Augusto Monti, appunti manoscritti di Franco Antonicelli, tutto insieme, tutto prezioso, tutto nell’ultimo quaderno del Centro Calamandrei.
Un concentrato dell'intellighenzia einaudiana in un unico "libretto rosso che sarà la sorpresa prima e farà la gioia dopo degli studiosi, dei ricercatori, degli storici.
Sette lettere dal carcere di Civitavecchia di Leone alla fidanzata Natalia, piene di programmi e di speranze dall’ottobre ’35 al marzo ’36 , durante l’ultimo periodo della sua prima detenzione; poi la trascrizione a macchina effettuata da Franco Antonicelli, dell’ultima lettera  straziante e rassegnata sempre a Natalia, divenuta nel frattempo sua moglie, scritta nel penitenziario di Regina Coeli di Roma, dove arrestato il 19 novembre ’43 si spegnerà nella sua cella, a seguito delle torture subite, il 5 febbraio ’44. Alcune parti di quest’ultima lettera: “Ogni volta spero che non sia l’ultima lettera…gli auspici comunque non sono lieti, ma pazienza. Del resto bisogna continuare a sperare che finiremo col rivederci e tante emozioni si comporranno e si smorzeranno nel ricordo. La mia aspirazione è che tu lavori e scriva a sia utile agli altri. Questi consigli ti parranno facili e irritanti invece sono il miglior frutto della mia tenerezza e del mio senso di responsabilità. Attraverso la creazione artistica ti libererai dalle troppe lacrime che ti fanno groppo dentro;attraverso l’attività sociale rimarrai vicina al mondo delle altre persone. Ti amo con tutte le fibre dell’essere mio. Non ti preoccupare troppo per me….”
Seguono sette pagine di ricordi (si intitola proprio “Ricordi di scuola”) di Norberto Bobbio su questo singolare compagno di liceo, con il nome strano, la testa strana, la provenienza strana, che Bobbio riconosce da subito come il migliore di tutti, mentre Augusto Monti, il professore integerrimo che ha formato una intera generazione di intellettuali, lo commemora titolandolo “lo scolaro maestro”; “Leone Ginzburg fu mio scolaro perché fu mio maestro, lui come i migliori dei miei scolari, lui de’ miei scolari fu il migliore”.
Ora, ricordare l’importanza nella cultura politica torinese o meglio e più correttamente nella cultura italiana, di Ginzburg, Bobbio, Monti e Antonicelli può sembrare sconteto e magari lo è.
Quello che sicuramente non è scontato è che ci sia a Jesi un Centro Studi Calamandrei e una collana editoriale di “Quaderni” che, grazie anche al contributo della Banca Popolare di Ancona, riescano a proporre alle scuole, alle biblioteche, a quanti sono interessati, documenti così eccezionali e chicche così preziose da fare invidia.

(dalla Voce della Vallesina del 14.09.2008)