LA RESISTENZA NELLA PRODUZIONE DEL CALAMANDREI
FESTA GRANDE D’APRILE

Il freddo della desolazione e della solitudine di corpi senza vita, disseminati ovunque.
Il freddo della prepotenza, della menzogna, della violenza, del sopruso, della negazione di ogni libertà, di ogni speranza.
Il freddo del gelo e della fame, della miseria e della disperazione, di lutti e sofferenze di soldati e di popolazioni intere.
Il freddo delle delusioni, dell’angoscia, della precarietà, dopo l’armistizio.
Il freddo del terrore e dell’annientamento dei deportati.
Il freddo del furore e della determinazione dei partigiani.
Il freddo dell’amore rubato nei bordelli.
Il freddo dei tradimenti. Il freddo delle torture.
Il freddo del sacrificio dei giovani corpi immolati nelle piazze alla pazzia.
Il freddo delle sirene dei bombardamenti. Il freddo delle devastazioni.
Il freddo di una notte lunga un anno che si scioglie e svanisce nella coralità di cento, mille, migliaia di mani che si stringono, lottano come mai era successo, per riaffermare la speranza, la libertà, la pace.
Il caldo di un sole tanto atteso bacia l’alba del giorno che ritorna ed illumina la strada sulla quale tutti camminiamo.
Una strada che può restare libera solo tenendo i nostri eroi dinanzi, non permettendo alle ombre del gelido passato di inghiottirli. Solo accettando la fatica di saper dire “no” o di saper dire “si” quando è giusto che si dica.

La prima cosa che si avverte quando si sta male è il freddo. E’ il freddo di tutta la drammaticità, la cruenza, la desolazione del periodo più doloroso della nostra storia è quanto lo spettacolo messo in scena dal regista Gianfranco Frelli è riuscito a far passare nei presenti che gremivano il Pergolesi nella serata del 25 aprile. Con l’entusiasmo e la bravura dei giovanissimi attori di Teatrotello e degli Onafifetti, che hanno interpretato canti della Resistenza mettendoci tutta la loro passione ed esperienza, la pièce – prodotta sulla riduzione del testo originale di Franco Antonicelli curata da Silvia Bertolotti e Gian Franco Berti -, ha restituito intatta, a distanza di sessantacinque anni, la memoria di quei giorni.
L’evento – realizzato con il patrocinio della Provincia e della Presidenza del Consiglio della Regione, il sostegno di Banca Marche, Chn Italia e della Fondazione Pergolesi Spontini e introdotto dal vicepresidente Valentina Conti -, ha ancora una volta pienamente dato atto dello spessore storico, culturale ed educativo dell’attività svolta dal Centro Studi Piero Calamandrei che ora ha, nella persona di Carlo Azeglio Ciampi il suo presidente onorario.

(da “La voce della Vallesina del 2 maggio 2010)

 


 

 

 


(foto di Adriana Argalia)

 

 

 


 

 

Cuneo - 18 settembre 2010 - Teatro Toselli
"FESTA GRANDE DI APRILE"
di Franco Antonicelli

rappresentazione organizzata dal
Comitato Nazionale  "8 settembre"
e dalla Associazione Partigiana "Ignazio Vian"
presieduta dal prete partigiano don Aldo Benevelli
nell'occasione della XI edizione della
CAROVANA DELLA PACE
per il 67simo anniversario della
feroce rappresaglia nazista
del 19 settembre 1943 a Boves

 

FARE GLI ITALIANI - TEATRO
a cura di Mario Martone e Giovanni De Luna
Torino, febbraio - novembre 2011

rassegna organizzata dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino
nell’ambito di Esperienza Italia 150°
Con il sostegno di Iren
In collaborazione con Il Circolo dei Lettori,
Festival delle Colline Torinesi - Torino Creazione Contemporanea,
il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà

 

29 aprile teatro gobetti

FESTA GRANDE
DI APRILE

di Franco Antonicelli
riduzione ed adattamento Gian Franco Berti e Silvia Bertolotti
messa in scena TeatroOtello
regia Gianfranco Frelli
cantano Gli Onafifetti
Centro Studi Piero Calamandrei
con il contributo della città di Jesi - Assessorato alla Cultura

La Festa grande di aprile è quella della liberazione, un anniversario che anno dopo anno si allontana da quel 25 aprile che ha sancito l'inizio di una nuova vita per il nostro Paese. Festa grande di Aprile è il titolo del testo teatrale con cui Franco Antonicelli, singolare figura di scrittore, fotografo giornalista, partigiano, ripercorre le vicende italiane dal 1924 al 1945, dai giorni del delitto Matteotti alla Resistenza e alla Liberazione, di cui Antonicelli fu protagonista come presidente del CLN Piemonte.
Da i testi drammatici più importanti sulla nostra Resistenza,
Festa grande di aprile è un accorato invito a partecipare, in modo collettivo e consapevole, a questa rappresentazione popolare della nostra storia, fatta di uomini e donne, ma anche di canti e musiche del periodo, eseguiti dal vivo in scena.