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IL FUNERALE  DI NERUDA
garofani rossi per Pablo
di Luis Sepùlveda e Renzo Sicco
con Gisella Bein, Annapaola Bardeloni, Marco Pejrolo,
Giovanni Boni, Maurizio Leoni,
Marco Morellini,
Mattia Mariani, Silvia Nati, Angelo Scarafiotti
regia di Renzo Sicco

 

Eduardo Galeano
GAROFANI ROSSI PER NERUDA

In mezzo alla devastazione, nella sua casa, anch'essa fatta a pezzi a colpi d'ascia, giace Neruda, morto di cancro, morto di pena.
La sua morte non bastava, poichè Neruda è uomo di lunga sopravvivenza, e i militari gli anno assassinato le cose: hanno ridotto in frantumi il suo letto felice e la sua tavola felice, hanno sventrato il materasso e hanno bruciato i libri, hanno spaccato le sue lampade e le sue bottiglie colorate, i suoi vasi, i suoi quadri, le sue conchiglie. All'orologio a muro hanno strappato il pendolo e le lancette; e hanno conficcato la baionetta in un occhio del ritratto di sua moglie.
Dalla sua casa rasa al suolo, inondata d'acqua e di fango, il poeta parte per il cimitero. Lo scorta un corteo di amici intimi, capeggiati da Matilde Urrutia.
A ogni nuovo isolato, il corteo cresce. A tutti gli incroci si aggiungono persone che si mettono a camminare nonostante i camion militari irti di mitragliatrici e i carabineros e i soldati che vanno e vengono, su motociclette ed autoblinde, che fanno rumore, che fanno paura. Da dietro qualche finestra, una mano saluta. Dall'alto di qualche balcone, sventola un fazzoletto. Oggi sono passati dodici giorni dal colpo di Stato, dodici giorni di tacere e morire, e per la prima volta si ode l'Internazionale in Cile. L'Internazionale mugolata, pianta, singhiozzata più che cantata, finchè il corteo diventa processione e la processione divente manifestazione e il popolo, che cammina contro la paura, comincia a cantare per le strade si Santiago a perdifiato, a voce piena, per accompagnare come si deve Neruda, il poeta, il suo poeta nell'ultimo viaggio. 

IL FUNERALE DI NERUDA

Uno spettacolo "ottimo" per la Repubblica che gli assegna il massimo del punteggio, 5 asterischi, ed "imperdibile" per la Stampa.
Così, durante il tour di rappresentazioni in Cile, iniziato nel dicembre scorso con la prima al Museo di Villa Grimaldi, il famigerato carcere clandestino operante durante la dittatura di Pinochet, è stato recensito lo spettacolo teatrale “IL FUNERALE DI NERUDA, garofani rossi per Pablo”. Uno spettacolo realizzato dall’Assemblea Teatro di Torino che opera dal 1967 e che ha portato storici spettacoli in Eutopa ed in tutto il mondo ottenendone significativi riconoscimenti. Il Centro Studi Calamandrei lo porta, in prima italiana ed europea, a Jesi, al Teatro Pergolesi sabato 23 maggio p.v. nell’ambito di una importante giornata dedicata alla memoria di Alessandro Galante Garrone che del centro jesino fu , in vita, Presidente Onorario. “IL FUNERALE DI NERUDA” è stato scritto da Luis Sepulveda e da Renzo Sicco che ne cura la regia, per l’interpretazione di Gisella Bein, Annapaola Bardelloni, Marco Prjrolo, Giovanni Boni, Macarena Paz Pizzarro, Rafael Contreras, Mattia Mariani, Silvia Nati, Angelo Scarafotti. Le musiche di Stomu Yamastha, Inti-Illintimani, Victor Jara, Patricio Wang, Sigur Ros e Violeta Parra. Lo spettacolo, come una veglia senza tempo, attraversa la vita del Cile prima e dopo il golpe dell’11 settembre e la bara del poeta, come le sue case, diventa architettura di fantasia, trionfo di allegria e resistenza. Un lavoro che partendo dal funerale di Neruda, simbolica ed unica manifestazione di resistenza ad appena 15 giorni dal golpe militare di Pinochet, approfondisce la riflessione sulla forza della parola. Idea che è maturata in Sepulveda, Sicco ed Assemblea Teatro in seguito all’emozione provocata dalla risposta costante, tra i sopravvissuti alla durezza delle privazioni e delle torture nel campo di Villa Grimaldi, che di fronte alla domanda “Cosa l’ha aiutata a resistere in una situazione estrema?”, hanno risposto “Il ricordo di una canzone! Una poesia! La pagina di un romanzo!”.

 

 

(foto di A.Argalia)