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Il Centro Studi Calamandrei

presenta
Teatroluce – Res Humanae
in
PROCESSO A MUSSOLINI
verbale del primo grande processo per criminali di guerra tenuto
a Londra nel 1944 o 1945
di Michael Foot
nell’adattamento per il palcoscenico di Alfio Bernabei
con Luca Cioccolanti, Michele Ceppi, Dante Ricci, Stefano Squadroni,
Claudio Belfiori, Simona Zavarella, Federica Bernardini Cirilli
e Maria Eugenia Bellagamba
regia di Paolo Pirani

 

 

 

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Diego Mecenero
GLI ATTI DI UN PROCESSO
SUL PALCOSCENICO DI UN TEATRO

Il cancelliere della Corte: Benito Mussolini, cosa avete da dire? Vi dichiarate colpevole o innocente circa i crimini dichiarati nella accusa?
Benito Mussolini. Non colpevole.

No, non siamo nell’aula di un tribunale. Siamo comodamente rilassati sulle poltroncine di un teatro, ma ciò che scorre davanti ai nostri occhi , impersonato da attori ed attrici, è un vero e proprio processo. 
Ed è proprio questa esperienza davvero inedita quanto ci proporrà Teatroluce-Res Humanae il prossimo 7 dicembre, alle ore 2, presso il Teatro Studio Valeria Moriconi di Jesi, raccogliendo una sfida che costituisce la prima nazionale italiana di uno spettacolo presentato a Londra nel 2007. Si tratta di una rappresentazione teatrale che mette in scena il libello “Processo a Mussolini” scritto nel 1943 dal brillante giornalista inglese laburista Michael Foot, adattato per il palcoscenico dal regista Alfio Bernabei e rielaborato ulteriormente da Paolo Pirani che firma la regia di questa anteprima assoluta in Italia.
Foot, oggi novantenne, perse il posto di lavoro a causa di questo suo scritto nel quale immaginava che gli inglesi avessero catturato e processato per crimini di guerra il duce, facendo sua una tesi antifascista italiana contemporanea che di certo non poteva  piacere all’Inghilterra conservatrice del tempo, rappresentata da leader come Neville Chamberlain, fautore della cosiddetta politica di appaesament soprattutto nei confronti della Germania nazista, e come Lord Rothermere, magnate della stampa che appoggiò apertamente l’operato di Mussolini.
Non si tratta, perciò di uno spettacolo teatrale qualunque, ma di un “atto” collocato nell’ambito di una consapevole e ben studiata progettualità che vede il Centro Studi Piero Calamandrei, curatore e produttore dell’opera, ancora una volta come propositore di un importante spunto di riflessione per le generazioni sia vicine che lontane dai fatti evocati dallo spettacolo.
Tale sensibilità ai temi culturali del presente e del passato, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi e sostenuta da Banca Maarhe, Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi ed Interporto Marche, non si limita, in questa occasione, a riproporre qualcosa che già altri hanno presentato altrove, ma si fa “produttrice” di qualcosa di totalmente inedito che risulterà a tutti una vera e propria sorpresa. E di “piacevole e brillante” sorpresa si è velatamente parlato, senza null’altro rivelare, nel corso della conferenza stampa moderata dall’assessore Valentina Conti, nella quale sono intervenuti Gian Franco Berti, Sergio Cerioni, rispettivamente presidente e segretario generale del Centro Studi Calamandrei, Roberto Pesaresi, presidente di Interporto Marche, ed il regista Paolo Pirani che, raccogliendo una vecchia sfida di un suo professore al DAMS (si può o non si può fare teatro con gli atti di un processo?), da una risposta del tutto affermativa a quanto da quel lontano ’76 gli era rimasto impresso nella memoria con i connotati di una scommessa prima o poi da accettare.
Michael Foot non solo è aol corrente di quanto sta per essere rappresentato al Moriconi di Jesi, ma dimostra fattivamente il suo interesse con ripetuti cenni di sostegno, non ultimo l’ sms da lui inviato a Gian Franco Berti con un nglese che suona così: “I am most grateful for everything you have done and you have my strong support” (sono profondamente grato per tutto quanto state facendo ed avete il mio forte sostegno). D’altra parte, lo spettacolo teatrale che il Teatroluce-Res Humanae metterà in scena il 7 dicembre a Jesi farà parlare di sé oltremanica dalle rotative dei maggiori quotidiani inglesi, Times in testa.
I biglietti (15 € intero, 10 € ridotto) sono ancora a disposizione in biglietteria del Teatro Pergolesi ma chi non vorrà perdere questa particolare prima dovrà affrettarsi, dato il numero di posti di cui dispone il Moriconi. Agli spettatori sarà offerta anche la mostra fotografica e documentale dal titolo “Esilio e tragedia della little Italy a Londra” composta di 70 pannelli, ed un documentario video in lingua inglese sugli esuli italiani che vinse a Firenze un Festival dei Popoli negli anni 80.
Giudice: Lascio ora a voi la decisione e vi invito ad emettere il verdetto. Queste le parole che saranno rivolte al pubblico spettatore alla chiusura dello spettacolo, che forse lo renderanno davvero molto poco semplice spettatore se, poco poco, chi sarà in sala dovrà pronunciarsi per davvero.
(da “la voce della Vallesina” del 15.11.2009)

 

 

 

Gloria Fiorentini
PROCESSO A MUSSOLINI


“Questo testo spettacolo, che non è un processo ma è scritto come se fosse un processo, non deve svolgere una funzione né accusatoria né assolutoria nei confronti della storia, nemmeno di Mussolini. Tutto sembra preso letteralmente a pretesto per porre in evidenza un monito ed un auspicio: il monito a non più fare/subire il male; l’auspicio a non guardare all’assoluto senza l’antidoto del relativo”. Sono parole di Paolo Pirani, regista dello spettacolo teatrale “Processo a Mussolini” di Michael Foot che andrà in scena al Teatro Studio Valeria Moriconi di Jesi lunedì 7 dicembre alle ore 21,30
L’iniziativa a cura del Centro Studi Calamandrei di Jesi, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi e sostenuta dalla Banca Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e Interporto Marche, costituisce una prima nazionale dello spettacolo presentato con grande successo in anteprima a Londra nel 2007, nell’adattamento teatrale di Alfio Bernabei, giornalista e scrittore da oltre 40 anni trapiantato in Inghilterra, del libello scritto nel 1943 da Michael Foot, brillante giornalista laburista che lo pubblicò sotto lo pseudonimo di Cassius. Anche se perse il lavoro per questo scritto, il suo successo fu subito strepitoso: tre edizioni esaurite nel giro di breve tempo. Foot, che dopo la guerra divenne uno dei maggiori esponenti del laburismo inglese, formula un durissimo atto d’accusa contro l’Inghilterra conservatrice di Chamberlain che aveva appoggiato il fascismo durante la sua ascesa.
Lo spettacolo non ha intenzione di emettere un verdetto, perché quello emesso dalla storia di Mussolini e il regime oppressivo del fascismo è definitivo. La tesi difensiva del processo non tende a riabilitare l’imputato ma a difenderlo dall’accusa di essere un solo responsabile.
Secondo Foot, se l’Inghilterra avesse preso subito posizione già nel 1924 per condannare il delitto Matteotti o per prevenire nel 1936 la guerra d’Abissinia, Mussolini non avrebbe avuto la possibilità di commettere ulteriori crimini.
Un testo scritto da un inglese, per inglesi, ma ambisce rivolgersi, per i suoi contenuti, a un uditorio più vasto. Lo spettacolo, prodotto dal Centro Studi Calamandrei, apre e qualifica la rassegna Scompagina/3 del Moriconi e la stessa stagione di prosa della Fondazione Pergolesi-Spontini. L’evento teatrale è arricchito dalla mostra sugli italiani in Inghilterra. Repliche sono già state richieste oltre che da teatri marchigiani, da quelli di Torino, Firenze, Roma, Montepulciano. Al termine dello spettacolo, una sorpresa coinvolgerà direttamente il pubblico in sala.
Classe 1913, Foot era presente all’anteprima londinese dell’adattamento teatrale de Il Processo a Mussolini e appoggia, insieme a Bernabei, la prima nazionale che si terrà a Jesi il 7 dicembre, che sarà seguita anche dai maggiori giornali inglesi (Times, Guardian, The Indipendent). Lo spettacolo è frutto di una riduzione della messa in scena londinese di Alfio Bernabei ad opera di Teatroluce-Res Humanae. Per l’occasione Foot ha inviato al Calamandrei il suo saluto:”Sono profondamente grato per tutto quanto state facendo ed avete il mio forte sostegno”

(da “Jesi e la sua Valle” del 21.11.2009)

 

 

 

Giovanni Filosa
QUELLA PAGINA DI STORIA SCIOCCANTE

Jesi – Finalmente abbiamo visto “Processo a Mussolini”, presentato in prima nazionale al teatro Studio Valeria Moriconi di Jesi . Una  piece che tutti aspettavamo. Uno spettacolo assordante per la mente, per i ricordi che navigano dentro ed assumono nuovi contorni e che, alla fine, sembra quasi dirci che i tempi che corrono ci costringono a cambiare, quotidianamente, parere sulla storia.
Il Centro Studi Calamandrei di Jesi, con Teatroluce e Res Humanae, per la regia di Paolo Pirani, ha deciso di mettere un  segno, di riflettere un po’ più da presso e di fronte ad una platea attentissima e foltissima, ci ha proposto questo testo, originalmente un “verbale” leggermente più limato del normale, scritto dall’inglese Michael Foot e ridotto per la nostra scena da Alfio Bernabei. Ne escono pagine di storia scioccanti: dalla semi oscurità del palcoscenico, emerge come un’ombra viva, un atto d’accusa contro l’Inghilterra che, per lungo tempo, aveva appoggiato il fascismo e l’ascesa del dittatore italiano. Tutto qui. E non è poco, le pagine del grande libro che nessuno mai cancellerà, ci hanno riservato anche la testimonianza di una classe conservatrice inglese che non si accorse, o non volle, fermare Mussolini. Una messa in scena apparentemente semplice, poco più che una lettura? Errore: i capi d’accusa, la difesa, sono una struttura che trae le sue origini dalla drammaturgia classica, fatta di acuti che interrompono, momentaneamente, il pathos di chi ascolta il racconto, tragico, della vita. Bravissimi gli attori. 
dal “Corriere Adriatico” del 10 dicembre 2009


foto di Adriana Argalia

PROCESSO A MUSSOLINI