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Charing Library
4 Charing Cross rd - London 
17 novembre - 14 dicembre 2015

"MUSSOLINI'S FOLLY"

Farce & tragedy in Little Italy
mostra a cura di
Alfio Bernabei

organizzata dalla sezione di Londra dell'ANPI

 

 

 

LONDRA\ aise\ - Nell’imponente palazzo all’angolo di Trafalgar Square che fu la sede delPartito fascista italiano in Inghilterra è stata inaugurata la mostra “Mussolini’s Folly, farsa e tragedia nella Little Italy” che documenta la nascita di un ambizioso e stravagante passo del regime fascista nel cuore della capitale inglese, a dieci minuti a piedi da Downing Street.

La mostra parte dal 1921 quando venne fondato il “fascio primogenito all’estero” nella capitale inglese e racconta la storia della Little Italy nel Regno Unito durante il Ventennio controllata da un ben organizzato partito fascista che aveva annesso scuole, centri sociali e sindacati tra la comunità italiana impiantando oltre una dozzina di sedi in città attraverso il Regno Unito, incluse Cardiff, Manchester, Liverpool, Glasgow, Belfast e Edimburgo. C’erano un Campo Mussolini nel Kent e manifestazioni col saluto fascista nello stadio di Edgware a Londra in presenza di personalità come Edda Ciano eGuglielmo Marconi.
“Tra gli oltre 700 fasci all’estero, quello di Londra era ritenuto il più importante dal regime” spiega Alfio Bernabei, giornalista e autore che ha curato la mostra, “fu nel 1936 che sotto la spinta dell’allora ambasciatore a Londra, Dino Grandi, venne firmato il contratto d’affitto del palazzo pagato con soldi venuti da Roma e fondi raccolti tra i ventimila italiani che formavano la Little Italy.”
Situata quasi in vista del parlamento di Westminster questa sede che veniva descritta come il “cervello” della comunità italiana in Inghilterra e “nuovo volto dell’Italia dell’Era fascista” - continua Bernabei - rappresentava una sfida al governo britannico che nell’ambito della Lega delle Nazioni aveva condannato l’invasione dell’Abissinia nel 1935 e imposto sanzioni contro l’Italia.
“Grandi aveva previsto l’inaugurazione proprio col primo anniversario della nascita dell’impero in Africa nel maggio del ’37 - spiega Bernabei - ma i lavori si rivelarono così ambiziosi che si dovette rimandare. Nell’edificio dovevano trovar posto gli uffici del fascio assistenziale, di quello sindacale e di quello sportivo, la redazione del giornale fascista “Italia Nostra” che veniva stampato a Londra, oltre a due ristoranti, diversi salotti e sala da biliardo. Particolare attenzione fu dedicata al Salone dell’Impero col pavimento rifatto con legno di noce importato dall’Italia e decorato con una statua di Giulio Cesare fatta venire apposta da Roma. Una follia dopo l’altra”.
Dopo tre anni di attività tra adunate di camicie nere ed un famoso concerto al quale prese parte anche il tenore Beniamino Gigli, il palazzo fu evacuato e chiuse i battenti quando Mussolini dichiarò guerra a Inghilterra e Francia il 10 giugno 1940.
“L’edificio fu sequestrato dal governo britannico che si era impadronito della lista dei membri del fascio e procedette ad internare quasi 4.500 civili italiani come nemici stranieri” conclude Bernabei “Oltre settecento furono imbarcati a Liverpool sull’Arandora Star che doveva portarli in Canada. Il 2 luglio la nave venne affondata al largo delle coste irlandesi da un sottomarino tedesco. Oltre quattrocento italiani annegarono. Alla fine fu la Little Italy a pagare il prezzo più alto di questa follia”.
La mostra, sviluppata originalmente dal Centro Studi Piero Calamandrei di Jesi ed organizzata dalla sezione dell’Anpi di Londra, è stata inaugurata in presenza del Console Italiano a Londra, Giulia Romani, sta suscitando grande interesse ed è già stata visitata dai deputati Laura Garavini e Andrea De Maria. Rimarrà aperta fino a Natale.
“Ci riappropriamo di uno spazio che fu avamposto del regime fascista all’estero e fulcro di un tentativo di egemonizzare la comunità italiana in Gran Bretagna” ha detto Simone Rossi, presidente della sezione londinese dell’Anpi. (aise)

 



 

da Jesi a Londra.
Una mostra del Centro Studi Piero Calamandrei 
sbarca nella capitale inglese

La nave affondò in venti minuti, 476 italiani annegarono

 

Presentata per la prima volta a Jesi dal Centro Studi Piero Calamandrei, la mostra dedicata agli esiliati politici italiani nella “Little Italy” di Londra, che culmina con la più grave tragedia mai avvenuta nella storia dell’emigrazione italiana, è stata trasferita in questi giorni nella capitale inglese dove rimarrà aperta fino al 30 giugno. La mostra col titolo “Esilio e Tragedia nella Little Italy di Londra” venne allestita nel Palazzo della  Signoria a Jesi nel 2010, curata da Sergio Cerioni, per iniziativa del Centro dietro suggerimento delloscrittore e giornalista Alfio Bernabei che vive a Londra. Si trattava di documenti da lui ritrovati durante la ricerca effettuata per il suo libro “Esuli ed Emigrati Italiani nel Regno Unito 1920 – 1940” (Mursia Editore) e utilizzati per il suo documentario televisivo “Dangerous Characters” da lui diretto per il canale inglese Channel 4. «Siamo orgogliosi e felici che un’idea sviluppata dal nostro Centro sia oggetto di questo importante trasferimento a Londra di cui si è occupata la sede londinese dell'ANPI presieduta da Simone Rossi dice Gian Franco Berti Presidente del "Calamandrei".

Dopo la presentazione a Jesi la mostra era già stata oggetto di trasferte in varie località della nostra regione con una puntata anche in Calabria, ma all’Inghilterra non ci avevamo proprio pensato”.

Bernabei dice che il soggetto è piaciuto molto alla Holborn Library che si trova nel centro di Londra a poca distanza dal distretto che è ancora noto come “Little Italy”. Il capo archivista Tudor Allen ha deciso di mettere la mostra in calendario in occasione del 75° anniversario della tragedia dell’Arandora Star, la nave che il 2 luglio 1940 affondò al largo delle coste irlandesi con a bordo 732 italiani. Erano tutti civili residenti nel Regno Unito fatti arrestare e internare dal governo di Winston Churchill dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini all’Inghilterra del 10 giugno 1940. 
La nave doveva deportarli in Canada, ma venne intercettata da un sottomarino tedesco che lanciò l’ultimo siluro che gli rimaneva. La nave affondò in venti minuti, 476 italiani annegarono. “La mostra spiega come a Londra venne istituto il primo fascio a partire dal 1921 che diede vita immediatamente al primo movimento antifascista organizzato da esiliati politici italiani nella capitale - spiega Bernabei. - La tragedia dell’Arandora Star è tra gli episodi meno conosciuti delle conseguenze del fascismo e tra le vittime vi furono molti antifascisti che erano stati arrestati per sbaglio, come Decio Anzani, che era il segretario onorario della sezione londinese della Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo”. Su quest’ultimo personaggio lo stesso Centro Piero Calamandrei, insieme alla compagnia teatrale Res Humanae promosse una messa in scena del dramma di Bernabei “Un sarto in fondo al mare” che verrà riproposto il 7 agosto al Teatro Cortesi di Sirolo, ad apertura della XVI Rassegna Sipario Aperto – Premio Franco  Enriquez.

 

 

Arandora Star