FESTA GRANDE DI APRILE

Jesi – Teatro “G.B.Pergolesi” – 25 aprile 2010

Il Centro Studi Piero Calamandrei
presenta
Teatrotello
in
di Franco Antonicelli

FESTA GRANDE DI APRILE

nella riduzione ed adattamento per il palcoscenico di
Silvia Bertolotti e Gian Franco Berti

con Alessio Tesei, Andrea Laudazi, Benedetto Bossi, Bianca Lazaroni, Chiara Gagliardini,
Enrico Mosconi, Federica Curletta, Leonardo Paolini, Luca Romagnoli, Luigi Bini,
Mariù Governatori, Massimiliano Bedetti, Matteo Sbrollini, Michela Morosini,
Milena Gregori, Nicholas De Alcubierre, Sergio Roscini, Silvia Pasquini

regia di Gianfranco Frelli

*
gli Onafifetti cantano la Resistenza

LA RESISTENZA NELLA PRODUZIONE DEL CALAMANDREI
FESTA GRANDE D’APRILE

Il freddo della desolazione e della solitudine di corpi senza vita, disseminati ovunque.
Il freddo della prepotenza, della menzogna, della violenza, del sopruso, della negazione di ogni libertà, di ogni speranza.
Il freddo del gelo e della fame, della miseria e della disperazione, di lutti e sofferenze di soldati e di popolazioni intere.
Il freddo delle delusioni, dell’angoscia, della precarietà, dopo l’armistizio.
Il freddo del terrore e dell’annientamento dei deportati.
Il freddo del furore e della determinazione dei partigiani.
Il freddo dell’amore rubato nei bordelli.
Il freddo dei tradimenti. Il freddo delle torture.
Il freddo del sacrificio dei giovani corpi immolati nelle piazze alla pazzia.
Il freddo delle sirene dei bombardamenti. Il freddo delle devastazioni.
Il freddo di una notte lunga un anno che si scioglie e svanisce nella coralità di cento, mille, migliaia di mani che si stringono, lottano come mai era successo, per riaffermare la speranza, la libertà, la pace.
Il caldo di un sole tanto atteso bacia l’alba del giorno che ritorna ed illumina la strada sulla quale tutti camminiamo.
Una strada che può restare libera solo tenendo i nostri eroi dinanzi, non permettendo alle ombre del gelido passato di inghiottirli. Solo accettando la fatica di saper dire “no” o di saper dire “si” quando è giusto che si dica.

La prima cosa che si avverte quando si sta male è il freddo. E’ il freddo di tutta la drammaticità, la cruenza, la desolazione del periodo più doloroso della nostra storia è quanto lo spettacolo messo in scena dal regista Gianfranco Frelli è riuscito a far passare nei presenti che gremivano il Pergolesi nella serata del 25 aprile. Con l’entusiasmo e la bravura dei giovanissimi attori di Teatrotello e degli Onafifetti, che hanno interpretato canti della Resistenza mettendoci tutta la loro passione ed esperienza, la pièce – prodotta sulla riduzione del testo originale di Franco Antonicelli curata da Silvia Bertolotti e Gian Franco Berti -, ha restituito intatta, a distanza di sessantacinque anni, la memoria di quei giorni.
L’evento – realizzato con il patrocinio della Provincia e della Presidenza del Consiglio della Regione, il sostegno di Banca Marche, Chn Italia e della Fondazione Pergolesi Spontini e introdotto dal vicepresidente Valentina Conti -, ha ancora una volta pienamente dato atto dello spessore storico, culturale ed educativo dell’attività svolta dal Centro Studi Piero Calamandrei che ora ha, nella persona di Carlo Azeglio Ciampi il suo presidente onorario.

(da “La voce della Vallesina del 2 maggio 2010)

(foto di Adriana Argalia)

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.