UN GRAMSCI MAI VISTO

UN  GRAMSCI  MAI  VISTO

di e con

ANGELO  D’ORSI

Il pensatore rivoluzionario fra teatro, musica e poesia

Spettacolo sulla vita e il pensiero di Antonio Gramsci,

con musiche e canti della tradizione popolare

Produzione Associazione FestivalStoria

Perché uno spettacolo su Gramsci? Perché no!? Premesso che Antonio Gramsci è il pensatore italiano più studiato oggi nel mondo, ma poco conosciuto in Italia, al di fuori della ristretta cerchia di specialisti, ci sembra che sia necessario rompere questo steccato, e far arrivare l’opera e la figura di Gramsci al più vasto pubblico, a un pubblico “popolare”. Riteniamo infatti che i tempi siano maturi per riscoprire parole, idee, insegnamenti di vita di questo straordinario personaggio: l’educatore, il militante rivoluzionario, il dirigente politico, il pensatore a tutto campo. Specie oggi, in una fase storica in cui abbiamo tutti bisogno di bussole e punti di ancoraggio per uscire da questa lunga “notte della repubblica”.  E Gramsci, con la ricchezza del suo pensiero critico, con la sua volontà dialogica, con la sua dirittura morale, con il suo rigore intellettuale, con la sua creatività di pensiero e di linguaggio, con i suoi interessi così ampi e multiformi, appare un punto di riferimento tanto importante quanto negletto. Intendiamo con questo spettacolo contribuire a diffondere la conoscenza e l’interesse al di fuori delle cerchie specialistiche, della figura di Antonio Gramsci.

A partire dal recente volume Gramsci. Una nuova biografia (Feltrinelli, 2017; nuova ediz. ivi, 2018), di Angelo d’Orsi, opera che ricostruisce vita e pensiero del pensatore rivoluzionario in modo piano ed efficace, adatto a chi di Gramsci non sappia nulla, ma anche a chi sappia tutto, si è deciso di far conoscere quella vita in una forma diversa, ossia teatrale, con un Gramsci che si racconta in prima persona.

L’appassionata narrazione della vita di Gramsci, nella forma di cinque monologhi (corrispondenti alle cinque parti del libro di Angelo d’Orsi), dialoga con momenti di musica e canti popolari di lotta e di lavoro, tratti dalla tradizione orale contadina e operaia degli inizi del ‘900.

Le vicende umane di Gramsci, vengono così proposte, in un intreccio con le vicende politiche e l’elaborazione di un pensiero originale, con la sua lenta affermazione sulla scena politica nazionale e internazionale, nei diversi contesti geografici, politici e umani, dalla Sardegna a Torino, dalla Russia al ritorno in Italia fino al carcere e alla clinica dove morrà, con la stesura dei Quaderni, e delle Lettere. Il tutto, sempre accompagnato e arricchito dalla musica e dal canto.

Lo spettacolo, con l’obiettivo, dunque, di avvicinare all’universo gramsciano il più vasto pubblico, attraverso l’alternanza dei monologhi ai momenti corali, costituisce un unicum che riesce a coinvolgere lo spettatore mediante il ricorso a diversi registri e linguaggi. Si tenga conto che Gramsci stesso non soltanto amava il teatro, e fu critico teatrale, tra l’altro, e riteneva il teatro un mezzo formidabile di pedagogia di massa. Era attentissimo ai fenomeni e alle manifestazioni di folclore, inoltre amava la musica e teorizzò il concetto di nazionale-popolare.

Si tratta dunque di un vero spettacolo gramsciano, oltre che di uno spettacolo su Gramsci, recitato in prima persona come se il narratore/attore – interpretato da Angelo d’Orsi – fosse lo stesso Antonio Gramsci.

Angelo D’Orsi

Professore ordinario di Storia delle dottrine politiche prima presso la Facoltà di Scienze Politiche, poi presso il Dipartimento di Studi Politici, infine presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. Ha in precedenza insegnato all’Università Statale di Milano e in quella del Piemonte Orientale, sede di Alessandria e nell’Università della Valle d’Aosta, anche se era già incardinato nell’ateneo torinese. Ha cessato l’insegnamento il 31 ottobre 2017. Si è occupato di militarismo e pacifismo, di nazionalismo, di futurismo e di fascismo, di nuove guerre, di intellettuali italiani ed europei in età contemporanea, e soprattutto di Antonio Gramsci. Ha lavorato molto anche nei settori della metodologia storica e della storia della storiografia.
Ha insegnato in atenei stranieri, in particolare in Francia e in Brasile. Ha tenuto e tiene conferenze in varie sedi istituzionali e no, in Italia e fuori.
Fa parte di diversi comitati scientifici di riviste e ha fondato alcune collane editorialli e diverse riviste: Nuova Sinistra. Appunti torinesi (1971-1974), Nuvole (1991, da cui poi si è allontanato), Quaderni di Storia dell’Università di Torino (1996-2001), Historia Magistra. Rivista di storia critica (2009-in corso), Gramsciana. Rivista internazionale di studi su Antonio Gramsci (2015-in corso). Ha inoltre fondato FestivalStoria (2003, 1ª edizione 2005). Ha collaborato con diverse testate giornalistiche (“Il Sole 24 Ore”, “La Stampa”, “Quotidiano dei lavoratori”, “Il Manifesto”, “Il Fatto Quotidiano”). Scrive attualmente per MicroMega, edizione cartacea e on line, “il Manifesto” e per il quotidiano on line “AlgaNews”. Ha un blog personale: “Istruitevi, Agitatevi, Organizzatevi”.

Da anni curo con fierezza e orgoglio la grafica del centro studi Piero Calamandrei, dunque non posso non segnalarvi questo spettacolo bellissimo. Gramsci diceva che la cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo i nostri rapporti con gli altri uomini. E’ per questo che andare a teatro, domani, è importante perché conoscere le sfaccettature di Gramsci è fare un regalo a se stessi, alla propria vita.
Ringrazio Gian Franco Berti che attraverso il centro Calamandrei contribuisce a rendere nobile la mia città.
Francesca Tilio
26 aprile 2019

UN BUON 25 APRILE

Jesi è stata caratterizzata in questi giorni da un altro evento importante. Lo spettacolo di sabato 27 aprile al Teatro Pergolesi in ricordo di Antonio Gramsci di e con lo scrittore e storico Angelo D’ Orsi, promosso dal centro studi Piero Calamandrei, ha riscosso una notevole affluenza di pubblico. La storia di Antonio Gramsci, che il professore di storia del pensiero politico Angelo D’orsi ha fatto conoscere, era quella più intima e sofferta, con spunti di analisi politica di quel momento, che fece mentre era al confino o in carcere. Questo modo di raccontare questa tragedia storica, con intermezzi musicali a cura del “Canzoniere dell’Anpi” di canzoni di lotto da quel tempo, ha creato il clima di un ricordo di un antifascista che con la sua morte ha condannato il fascismo. Si è ricordato l’uomo, il suo tragitto intellettuale e umano, dicendo al pubblico che non fu solo una tragedia solo politica il fascismo, ma fu anche umana con le sofferenze patite da questi uomini come Gramsci che hanno donato la vita per la libertà del loro popolo. Questa testimonianza deve servire soprattutto ai giovani che solo attraverso la storia potranno capire i passaggi che la nostra democrazia ha avuto per vivere in un paese libero.

Remo Uncini
da la “Voce della Vallesina” di domenica 5 maggio 2019

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.