
Cittadina in provincia di Ancona, nelle Marche.
Situata sulla riva sinistra del fiume Esino a pochissimi chilometri dal Mare Adriatico e ad altrettanti pochi chilometri dall' Appennino; al centro di dolci colline su cui si arroccano i Castelli famosi per la coltivazione della vite e dell'olivo.
Colonia romana. Subì la conquista da parte dei Goti e del Longobardi. Fu ceduta da Pipino alla Chiesa. Nel XII secolo si eresse a libero comune ed iniziò la conquista del Contado sottraendo ai grandi feudatari laici ed ecclesiastici i vicini Castelli. Successivamente, Filippo Simonetti prima e Galeotto Malatesta poi, imposero la loro signoria. Fu occupata da Fortebraccio da Montone. Per 35.000 ducati Francesco Sforza che a sua volta l’aveva conquistata, la cedette al Papa. Fu saccheggiata dalle truppe guidate da Francesco Maria della Rovere duca di Urbino. Nel 1585 Sisto V le concesse una formale autonomia di governo. Negli anni successivi segui le vicende dello Stato della Chiesa . Alla fine del ‘700 fu occupata dai francesi; entrò a far parte della Repubblica e del Regno Italico; ritornò al Papa; partecipò alla Repubblica Romana ed infine nel 1860 con il resto delle Marche entrò a far parte del Regno d’Italia.
Quarantamila abitanti circa di salda tradizione laico-repubblicana.
Un centro storico medievale racchiuso entro una cinta muraria del XIV-XV secolo ancora oggi pressochè intatta. Ancora evidenti il cardo ed il decumano di romana memoria a cui si collegano, tutto intorno, raccolte piazzette e silenziose stradine ristrette da case medievali e rinascimentali.
Partendo dalla bella piazza antistante al Duomo dove si racconta che sotto una tenda sia nato l’imperatore Federico II, percorrendo via degli Orefici, appena superata l’area dove insisteva la casa natale di Giovan Battista Pergolesi, si può ammirare l’elegante Palazzo della Signoria, opera civile di Francesco di Giorgio Martini. Di fronte il palazzo Colocci, affiancato dalla bella facciata recentemente restaurata della chiesa sconsacrata di S.Agostino. Più avanti, accanto al Municipio, il bel bugnato di palazzo Ricci. Nella piazza centrale il settecentesco teatro intitolato al Pergolesi e poco distante, in via XV Settembre, il palazzo Pianetti dalle cento finestre la cui galleria a stucchi vivacemente colorati è una delle più interessanti creazioni del rococò italiano.
A metà del lungo e dritto corso fiancheggiato da palazzi per la maggior parte del XVIII secolo , la chiesetta romanica di S. Nicolò. In fondo l’Arco Clementino, imponente segno in laterizio eretto in onore di Clemente XII.
Un po’ fuori dal centro storico la duecentesca chiesa di S. Marco con affreschi di scuola riminese e, poco lontano dal fiume Esino, l’abbazia di S. Maria del Piano.
Sono aperti al pubblico il Palazzo della Signoria, sede della Biblioteca Planettiana. la Pinacoteca comunale allocata nel Palazzo Pianetti dove sono esposte, tra l’altro, alcune opere di Lorenzo Lotto, il Museo Diocesano in piazza Federico II di fronte al Teatro Studio Valeria Moriconi, il Museo dell’Arte Tipografica in via Andrea da Jesi e la Chiesa di S.Marco.

Jesi è facilmente raggiungibile con l’autostrada A14 (svincolo Ancona Nord - superstrada direzione Roma) e con la ferrovia Roma-Ancona . L’aereoporto R.Sanzio di Falconara è distante dieci minuti d’auto.

Panorama del Centro Storico

Chiesa S.Marco Porta Valle